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Attualità mercoledì 09 marzo 2022 ore 13:44

Chirurgia epatica, intervento record a Cisanello

Una equipe pisana ha superato il limite della rigenerazione del fegato asportandone il 93 per cento. Operazione unica al mondo salva una giovane donna



PISA — Intervento di chirurgia epatica da record a Pisa, dove una equipe dell’Aoup è riuscita a superare il limite della rigenerazione del fegato asportando il 93 per cento dell'organo, compromesso da 55 metastasi.

Una operazione unica al mondo che ha salvato una giovane donna. "A tre mesi dal termine della chirurgia  - si legge in una nota dell'Aoup- la paziente è libera da malattia e vive con il 7% del suo fegato, fatto crescere grazie ad una strategia chirurgica eseguita per la prima volta al mondo nelle sale operatorie dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana. Questo intervento apre a nuove possibilità terapeutiche per i pazienti con metastasi epatiche multiple da neoplasia del colon che abbiano risposto al trattamento chemioterapico".

L'intervento è stato effettuato con la tecnica Alpps, che consiste in due interventi chirurgici a distanza di 8 giorni l’uno dall’altro. "Nel primo intervento - spiega l'Aoup- si divide il fegato in due parti mantenendo il flusso ematico della vena porta solo nella piccola parte di fegato sana che deve rigenerare, nel secondo si rimuove la parte di fegato con la malattia, rimasta in sede per sostenere le funzioni vitali del paziente, fino a quando la parte sana ha completato la rigenerazione raggiungendo un volume adeguato alla sopravvivenza del paziente".

Dopo circa 3 settimane dal primo intervento "Il volume del fegato residuo è quadruplicato, passando dal 7% al 28%, ma ancora lontano dal 40% necessario per assicurare le funzioni vitali, impedendo l’esecuzione del secondo tempo chirurgico".

Da qui una nuova strategia per far crescere ulteriormente il fegato residuo della paziente, pianificata dal Gruppo multidisciplinare. "Si è deciso - spiegano dall'azienda ospedaliera-  infatti di eseguire un ulteriore tempo chirurgico intermedio per asportare metà del fegato destro precedentemente de-portalizzato e lasciato temporaneamente in sede con le metastasi. L’intervento chirurgico, eseguito dal dottor Lucio Urbani, è stato estremamente complesso sia per le aderenze infiammatorie sia per la necessità di ricostruire la vena sovraepatica destra per gestire la grande quantità di lesioni neoplastiche. Dopo una settimana il volume del fegato residuo è aumentato, raggiungendo il volume desiderato pari al 41% ed è stato possibile eseguire l’ultimo tempo chirurgico per asportare definitivamente la parte di fegato malato e contemporaneamente rimuovere il tumore primitivo del colon sinistro".


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