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Attualità martedì 31 marzo 2020 ore 18:00

Lopalco, "Teniamo duro, l'orizzonte si vede"

Il professor Pier Luigi Lopalco

L'epidemiologo apre una porta alla speranza:"Se il trend fosse rispettato, entro un paio di settimane la situazione potrebbe essere davvero positiva"



PISA — "Se il trend fosse rispettato e non si presentassero sorprese, entro un paio di settimane la situazione potrebbe essere davvero positiva".

Lo scrive su facebook Pier Luigi Lopalco, epidemiologo dell'Università di Pisa, precisando subito dopo però che "E' difficile fare previsioni" e che "Le sorprese possono essere innumerevoli".

"Se anche il numero di persone davvero contagiato fosse 10.000.000; macché, abbondiamo, 20.000.000, resterebbe sempre una quota di suscettibili altissima (40-50.000.000) - soprattutto concentrata nelle regioni meno colpite del Centro-Sud che si comporterebbe come una vera polveriera pronta ad esplodere se non si riuscisse a spegnere ogni miccia. Le micce si accendono di continuo e di continuo i servizi territoriali corrono a spegnerle. Se questa azione di pompieri si facesse in assenza di misure di distanziamento sociale sarebbe impossibile da attuare", dice Lopalco, invitando a tenere duro e parlando i picchi e altipiani:

"Se io fossi un Picco ci sarei rimasto male. "Ma quando arriva il picco?"; " Quanto sarà alto il picco?"; "Quando passerà il picco?". Per settimane tutti in attesa spasmodica del picco, ed ora ci accorgiamo che è passato in sordina e nessuno se l'è filato più di tanto.

Nello sforzo collettivo di interpretazione epidemiologica dell'esistente oggi è l'ora dell'Altipiano. Anche il mio amico Silvio Brusaferro, chiamato a presiedere l'istituto Superiore di Sanità nel momento più difficile della storia di questo secolo per descrivere quello che succede ora alla curva epidemica nomina l'altipiano.

L'immagine rende bene. Come un altipiano è formato da tanti picchi più o meno dolci che visti all'orizzonte si mostrano come una linea continua, allo stesso modo la curva epidemica italiana al momento è il risultato di diversi picchi regionali o provinciali che messi insieme formano un plateau con un numero più o meno costante di nuovi casi ogni giorno". 

"Quando si scenderà dall'altipiano? Difficile fare previsioni ma se il trend fosse rispettato e non si presentassero sorprese, entro un paio di settimane la situazione potrebbe essere davvero positiva".

"Teniamo duro ancora un po' perché dalla cima di un altopiano l'orizzonte si vede bene", conclude l'epidemiologo.


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