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Lavoro giovedì 24 giugno 2021 ore 13:26

"Disdette a pioggia, il sindaco ci ripensi"

Daniela Petraglia

Da Confcommercio chiedono a gran voce che sia rivista la chiusura dei lungarni alle auto dalle 19,30. Non si escludono manifestazioni sotto il Comune



PISA — "Incomprensibile l'ostilità del Comune di Pisa nel confermare la chiusura dei lungarni alle 19,30 - queste le parole del direttore di Confcommercio Provincia di Pisa Federico Pieragnoli -. Ci stiamo provando in tutte le maniere a rompere il muro dell'ostinazione su questa decisione della Giunta, nata senza alcuna concertazione, che non porta benefici a nessuno, ma solo guai alle imprese. E mentre su ristoranti e pubblici esercizi piovono le disdette, la decisione di chiudere i lungarni trova l'ostilità anche dei negozi al dettaglio, costretti a lavorare in un contesto quasi completamente desertificato”.

“Casomai è necessario ricalcare il provvedimento degli anni scorsi quando la chiusura avveniva dopo le 22 – suggerisce Pieragnoli -. E' paradossale, ristoranti e bar sono costretti a chiudere e invece di raggiungere l'obiettivo di alzare la qualità dell'offerta e attrarre le famiglie in centro, si allargano le maglie della malamovida, dell'insicurezza e dell'abusivismo. Ma questo è inaccettabile. Mi sono rivolto direttamente al sindaco e spero che comprenda il danno che si procura alla città e al suo tessuto commerciale. Non vogliamo tornare un'altra volta a manifestare sotto le finestre del Comune, spero proprio che ci ascoltino”.

A parlare di effetti negativi del provvedimento, a danno dei ristoranti, è Daniela Petraglia, titolare della Pergoletta e presidente di ConfRistoranti: “Almeno il 50 per cento delle prenotazioni che riceviamo vengono disdette una volta che i clienti apprendono della Ztl. Per questo, sono costretta a tenere chiuse le porte del mio ristorante ogni sera in cui non avrò un minimo di prenotazioni confermate. Ammetto che non avrei mai pensato di arrivare a questo punto, ma la chiusura dei lungarni è una mazzata definitiva alle nostre attività”.

“Questo disagio lo vivono anche altri colleghi e il risultato è quello di un colpo durissimo inferto al sistema di accoglienza della città – conclude Petraglia - Già d'estate il centro storico di Pisa soffre, a questo aggiungiamo gli effetti del covid e la mancanza di navette collegate con il centro, il cocktail finale è presto detto: locali chiusi, meno famiglie e turisti in giro, città più povera e più insicura. Quest'anno paghiamo con gli interessi quanto deciso lo scorso anno, quando le telecamere, giustamente, non furono messe neppure in funzione. In tutte le più grandi città le Ztl vengono disattivate a partire da una certa ora del pomeriggio, a Pisa da anni si sceglie di fare il contrario”.

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