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Attualità mercoledì 21 novembre 2018 ore 11:30

Dolore cronico, il primo impianto non a batteria

Dolore cronico: all'ospedale di Pisa impiantato per la prima volta in Toscana un dispositivo non legato alla batteria



PISA — Un dispositivo innovativo per il controllo del dolore cronico è stato impiantato per la prima volta in Toscana nella Sezione dipartimentale di Anestesia e terapia del dolore dell’Aoup, diretta dalla dottoressa Adriana Paolicchi. La novità consiste nel fatto che l’apparecchio, un nuovo modello di pompa “a flusso ibrido” per l’infusione di farmaci analgesici, una volta posizionato, potrà rimanere in sede senza necessità di essere sostituito, così come avvenuto sinora per altri sistemi analoghi con una durata limitata nel tempo legata alla batteria.

Il dispositivo è stato impiantato dalla dottoressa Lara Tollapi in una paziente sofferente da anni di dolore cronico non oncologico invalidante, con ricadute pesanti anche sulla vita relazionale. Con un piccolo intervento ed un taglio di pochi centimetri a livello della parete addominale, la pompa è stata posizionata con successo sottocute e collegata ad un sottile catetere inserito nello spazio sub aracnoideo, a livello del midollo spinale.

Il dolore cronico è una malattia difficile da curare che si accompagna ad una importante componente emozionale e psico-relazionale e limita spesso la performance fisica e sociale del paziente. Oltre all’approccio globale e agli interventi terapeutici multidisciplinari, gestiti con competenza e specializzazione, la tecnologia avanzata acquista sempre più un ruolo di primo piano.

Nel centro di Terapia del dolore dell’Aoup sono seguiti circa 80 pazienti in trattamento con terapia intra-tecale che consiste nella somministrazione di farmaci, spesso oppiacei, nel liquido cerebrospinale per il controllo del dolore cronico o del baclofen per il controllo della spasticità.

Le dosi di farmaco somministrate sono notevolmente ridotte (di centinaia di volte inferiori, se paragonate alle dosi somministrate tramite altra via, per esempio quella orale) e si riduce sensibilmente la possibilità di effetti avversi.

Il nuovo dispositivo è l’unico attualmente sul mercato che, nei primi dieci anni dal posizionamento, consente di variare l’erogazione del farmaco in telemetria tramite l’apposito programmatore dall’impianto. Una volta esaurita la batteria interna, il device sarà comunque nelle condizioni di continuare l’erogazione del farmaco in modalità flusso fisso/costante evitando così un re-intervento chirurgico per sostituirlo.

In pazienti selezionati, e soprattutto più giovani, questo comporta due grandi vantaggi: la riduzione dello stress psicofisico per ulteriori interventi e la riduzione dei costi assistenziali.

La nuova pompa è inoltre compatibile con l’esame di risonanza magnetica fino a 3 Tesla, nel senso che è possibile portare a termine l’esame diagnostico mantenendo il dispositivo in funzione

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