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Politica Domenica 19 Luglio 2026 ore 09:55
Dumarey, Zambito, "Subito un tavolo di crisi Urso"

Interrogazione della senatrice Pd sulla situazione degli stabilimenti di Fauglia e San Piero a Grado, "Tutelare oltre 820 famiglie"
PISA — La situazione degli stabilimenti Dumarey di Fauglia e San Piero a Grado approda in Parlamento. La senatrice del Partito Democratico Ylenia Zambito ha presentato un'interrogazione a risposta orale al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, chiedendo la convocazione urgente di un tavolo di crisi per affrontare il futuro dei due siti produttivi pisani.
Secondo la parlamentare, la vertenza coinvolge oltre 820 famiglie, considerando i 730 dipendenti diretti e i 93 lavoratori in staff leasing, alle prese con un quadro che definisce sempre più preoccupante.
"La situazione degli stabilimenti Dumarey di Fauglia e San Piero a Grado, nel pisano, è drammatica e richiede un intervento immediato del Governo. Parliamo di oltre 820 famiglie, tra i 730 dipendenti diretti e i 93 addetti in staff leasing, che oggi vivono nell'angoscia per il proprio futuro occupazionale", ha detto Ylenia Zambito.
La senatrice ricorda come l'acquisizione degli ex stabilimenti Vitesco da parte del gruppo Dumarey, avvenuta nel 2024, avesse alimentato aspettative di rilancio dopo le difficoltà legate alla transizione del settore automotive. "L'acquisizione nel 2024 dei siti ex Vitesco da parte del gruppo Dumarey aveva acceso una speranza di rilancio dopo anni difficili e lo spettro degli esuberi legati al disimpegno dai motori endotermici. Purtroppo, ad oggi, le promesse sono rimaste sulla carta. Gli stabilimenti stanno andando avanti a colpi di ammortizzatori sociali, tra cassa integrazione e contratti di solidarietà che copriranno tutto il 2025 e il 2026, senza che sia mai stato presentato un piano industriale credibile o investimenti concreti per la transizione tecnologica. E, come se non bastasse, dopo l'uscita di 100 lavoratori, è attualmente aperta una procedura di licenziamento per altri 50 dipendenti", ha aggiunto.
Zambito richiama inoltre le preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Nidil Cgil e dalla Rsu, che hanno manifestato timori dopo il recente cambio dei vertici aziendali.
"La sostituzione dell'amministratore delegato e del responsabile delle risorse umane fa temere un ulteriore e pericoloso cambio di strategia. È inaccettabile che l'azienda metta ora in discussione gli accordi presi con la Regione Toscana a tutela dei 93 lavoratori in somministrazione, un patto fondamentale che ha permesso l'accesso agli ammortizzatori fino al 2026. Scaricare i costi della crisi dell'automotive sui lavoratori, specie se più precari, è un fatto di estrema gravità che rimette in discussione la parola data alle istituzioni e al territorio", ha detto la senatrice.
La parlamentare conclude chiedendo un intervento diretto del Governo. "Per questo ho chiesto formalmente al Ministro Urso se sia a conoscenza di questa grave situazione e, soprattutto, di convocare con la massima urgenza un primo confronto presso il Ministero. È necessario mettere di fronte alle proprie responsabilità l'azienda alla presenza delle rappresentanze dei lavoratori e delle istituzioni locali: la componentistica automotive è un settore strategico nazionale e non possiamo permettere lo smantellamento di un presidio industriale così importante per la Toscana", ha concluso Ylenia Zambito.
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