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Politica Martedì 31 Marzo 2026 ore 12:25

Ex Stallette, polemica sulla vendita

Diritti in Comune attacca la scelta, “Scelta grave, investimento pubblico superiore al prezzo incassato dal Comune di Pisa”



PISA — Si accende il confronto politico a Pisa dopo il passaggio delle Ex Stallette alla Scuola Superiore Sant’Anna. A sollevare critiche è il gruppo Diritti in Comune, che parla apertamente di una scelta sbagliata e di una perdita per la città, sia sul piano economico che su quello culturale.

Così il gruppo consiliare, “Una scandalosa svendita: non si può definire altrimenti l’atto con cui il Comune ha concluso in questi giorni il passaggio delle Ex Stallette alla Scuola Superiore Sant’Anna per 2.660.000 euro”. È questa la posizione espressa dal gruppo, che mette in relazione il valore della cessione con gli investimenti pubblici sostenuti negli anni per il recupero dell’immobile. “Si tratta di una scelta grave, soprattutto se si considera che per il recupero di questo preziosissimo bene cittadino sono stati investiti oltre 3 milioni di euro pubblici (tramite il progetto PIUSS), una cifra superiore a quella che oggi il Comune incasserà”.

Nel mirino anche l’assenza di indicazioni chiare sul futuro utilizzo della struttura. “Inoltre, ad oggi non è chiaro per quali attività la Scuola Sant’Anna intenda utilizzare l’immobile”. Una criticità che, secondo Diritti in Comune, si inserisce in un quadro più ampio di mancanza di visione da parte dell’amministrazione. “Ma l’aspetto più preoccupante è la scelta politica della destra, che di fatto ha dichiarato di non essere in grado — e di non voler — gestire questo spazio, confermando l’assenza di qualsiasi progettualità per una parte strategica della città”.

Le critiche si estendono anche alle conseguenze sul tessuto culturale cittadino. “Gravissima è anche la corresponsabilità del Comune nell’aver allontanato da Pisa decine di lavoratori e lavoratrici, determinando la perdita di un importante pezzo della produzione culturale e dell’economia ad essa collegata”. Un riferimento diretto alla chiusura del progetto legato all’audiovisivo. “Ricordiamo infatti che nel gennaio 2024 la Giunta ha deciso di chiudere il progetto che prevedeva l’utilizzo degli spazi — recuperati con ingenti risorse pubbliche — come hub per il settore audiovisivo e cinematografico: una vera eccellenza della nostra città, oggi dispersa, contribuendo a desertificare ulteriormente il tessuto culturale pisano”.

Secondo il gruppo consiliare, il nodo è più ampio e riguarda il modello di sviluppo urbano. “All'attuale maggioranza che governa Pisa tutto questo sembra non interessare. Il nodo vero è il modello di città che si vuole costruire”. Da qui l’accusa di mancanza di pianificazione. “In tutti questi anni la Giunta Conti non ha elaborato né promosso un progetto partecipato, condiviso e orientato al futuro per l’utilizzo di questo complesso immobiliare, mostrando scarso interesse per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico”.


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