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Attualità Martedì 26 Maggio 2026 ore 16:30

Pisa, fotografia agrodolce dal Sole 24 Ore nella qualità della vita

La provincia di Pisa è 39ª nella classifica generale del Sole 24 Ore: terza per specialisti, ma ultima per assistenza domiciliare.



PISA — Pisa resta nel gruppo delle province italiane che mantengono un buon livello complessivo di qualità della vita, ma i dati pubblicati dal Sole 24 Ore nella nuova indagine dedicata alle fasce generazionali raccontano anche un territorio attraversato da contraddizioni profonde. La fotografia emersa dall’edizione 2026 degli indici sulla qualità della vita di bambini, giovani e anziani mostra infatti una provincia capace di eccellere in alcuni servizi, soprattutto sul fronte sanitario e professionale, ma anche alle prese con difficoltà strutturali che riguardano welfare, assistenza e capacità di trattenere le nuove generazioni.

L’indagine del Sole 24 Ore, presentata al Festival dell’Economia di Trento, prende in considerazione 60 indicatori statistici suddivisi in tre grandi aree: qualità della vita per bambini, giovani e anziani. Si tratta di dati che misurano condizioni economiche, servizi, opportunità lavorative, relazioni sociali e accessibilità territoriale. In questo quadro Pisa non compare ai vertici assoluti delle classifiche generali, dominate soprattutto dal Nord Est con Trieste, Trento e Bolzano, ma riesce comunque a ritagliarsi spazi importanti in diversi parametri.

Entrando nel dettaglio delle classifiche, Pisa compare nella graduatoria generale dedicata alla qualità della vita degli anziani in una posizione di centro classifica, davanti a molte province del Sud ma lontana dai territori leader del Nord Est. In testa ci sono Trieste con 560,5 punti, Trento con 552,2 e Milano con 541,9. Pisa si colloca invece nella fascia centrale insieme a province come Siena, Venezia e Livorno, confermando un livello complessivamente discreto ma non eccellente. 

Uno dei dati più significativi riguarda il numero di medici specialisti presenti sul territorio. Pisa si piazza infatti al terzo posto nazionale con 55,3 professionisti attivi ogni 10mila abitanti, preceduta soltanto da Cagliari e Siena. Un risultato che conferma il peso dell’area sanitaria e universitaria pisana, storicamente trainata dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e dalla presenza dell’Università di Pisa. È uno degli elementi che continuano a rendere il territorio attrattivo sotto il profilo sanitario e della ricerca.

Non è un caso che Pisa mantenga una forte centralità anche nei servizi specialistici, grazie a una rete sanitaria che continua ad avere un ruolo di riferimento non soltanto per la Toscana ma anche per altre regioni. In un’Italia che invecchia rapidamente, la presenza di professionisti e strutture sanitarie diventa infatti uno degli indicatori più pesanti nel determinare la qualità della vita percepita.

Accanto a questo dato positivo emergono anche altri indicatori interessanti. Pisa compare tra le province migliori d’Italia per presenza di servizi sanitari specialistici e per capacità attrattiva del sistema medico. Nella graduatoria dei medici specialisti il territorio pisano è terzo in assoluto dietro soltanto a Cagliari e Siena. Questo significa che la provincia mantiene un rapporto molto alto tra popolazione e professionisti sanitari, un dato che continua a essere fortemente legato al ruolo dell’Università e dell’ospedale di Cisanello. 

Accanto a questo dato positivo, però, emerge anche una criticità molto netta sul fronte dell’assistenza domiciliare agli anziani. Secondo il Sole 24 Ore, Pisa è infatti tra le ultime province italiane per spesa degli enti pubblici destinata all’assistenza domiciliare degli over 65. La provincia compare addirittura all'ultimo posto nazionale insieme a Prato e Crotone, con un valore praticamente pari a zero. Un dato che colpisce perché arriva proprio in un territorio ad alta presenza universitaria e sanitaria.

Da una parte un’eccellenza nella medicina specialistica, dall’altra una rete pubblica che fatica ad accompagnare gli anziani nella quotidianità. Ed è forse proprio qui che emerge una delle principali contraddizioni del territorio pisano. Pisa continua a essere forte nell’alta specializzazione, nella ricerca, nella sanità ospedaliera, ma molto meno nella costruzione di un welfare diffuso e capillare.

La questione demografica pesa inevitabilmente anche sulle prospettive future della provincia. L’indagine del Sole 24 Ore sottolinea infatti come l’Italia stia andando incontro a un forte invecchiamento della popolazione, con un aumento degli over 65 e una progressiva riduzione della fascia giovanile. In questo scenario Pisa si trova davanti a una sfida doppia: da una parte mantenere il proprio ruolo universitario e attrattivo, dall’altra evitare che il territorio perda progressivamente servizi di prossimità e capacità di risposta sociale.

Anche sul fronte della qualità urbana emergono elementi contrastanti. Pisa compare infatti nella parte bassa della graduatoria relativa agli esposti per inquinamento acustico, un indicatore che misura le segnalazioni dei cittadini. Il dato non fotografa necessariamente una situazione peggiore rispetto ad altre realtà, ma racconta comunque una pressione crescente legata alla vivibilità urbana, al traffico e alla convivenza tra turismo, università e residenzialità.

Se si guarda invece alla classifica generale della qualità della vita per anziani, Pisa si colloca in una fascia intermedia, lontana sia dai vertici occupati da Trieste, Trento e Milano sia dalle ultime posizioni del Sud Italia. È una posizione che rispecchia bene l’identità stessa della provincia: un territorio che mantiene standard medio-alti rispetto al quadro nazionale, ma che negli ultimi anni sembra aver perso parte della sua capacità di fare sistema.

La presenza dell’università e del sistema sanitario continua a rappresentare il grande motore del territorio. Ma non basta più soltanto avere ospedali, ricerca e alta formazione per garantire qualità della vita diffusa. Il Sole 24 Ore insiste infatti molto anche sui concetti di prossimità, relazioni sociali e accessibilità ai servizi quotidiani. È qui che si giocherà probabilmente il futuro delle province italiane nei prossimi anni.

Per Pisa il rischio è quello di restare una città forte nelle sue istituzioni storiche ma più fragile nella quotidianità delle famiglie, dei giovani e degli anziani. Soprattutto in una fase in cui il costo della vita, il mercato immobiliare e la difficoltà di accesso ai servizi stanno cambiando profondamente il tessuto sociale.

In coda l'analisi del consigliere comunale del Pd Enrico Bruni, "Pisa sta diventando una città sempre meno a misura di residenti. I dati della classifica del Sole 24 Ore sulla qualità della vita per generazioni ci consegnano una fotografia che dovrebbe preoccupare profondamente chi governa Pisa. Il costo della casa, la difficoltà di restare in città, la mancanza di servizi vicini e accessibili, soprattutto per anziani e persone fragili. Il dato sugli affitti è tra i più preoccupanti. Pisa è nelle ultime posizioni per incidenza del canone di locazione sul reddito disponibile. Nel capoluogo, in zona semicentrale, l’affitto arriva a pesare per oltre la metà del reddito disponibile pro capite. Questo significa che per molti giovani, lavoratori, studenti, famiglie e persone sole vivere a Pisa sta diventando sempre più difficile"

Michele Bufalino
© Riproduzione riservata


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