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Gabbanini si presenta, "Serve concretezza"

Il nuovo direttore sportivo ha parlato all'interno di un video diffuso dalla società nerazzurra per presentarsi alla città



PISA — Il nuovo direttore sportivo del Pisa, Leonardo Gabbanini, ha affidato ai canali ufficiali del club il suo primo messaggio rivolto alla città e all’ambiente nerazzurro. Nessuna conferenza stampa di presentazione, dunque, ma un video diffuso dalla società per accompagnare l’inizio della sua nuova avventura. Ecco i passaggi principali delle sue prime parole raccolte dall’ufficio stampa del Pisa.

Queste le sue prime parole: "Per me Pisa rappresenta qualcosa di importante dal punto di vista della prospettiva e penso che si possa fare molto bene, altrimenti non sarei venuto qui. È una possibilità per mettere a frutto il tanto lavoro che ho fatto fino a oggi, un po’ internazionale, direi, perché ho girato molto. Questo non vuol dire che internazionale sia sinonimo di qualcosa di migliore, ma semplicemente di qualcosa che ti permette di avere un’ampia esperienza su diverse situazioni. In Inghilterra dicono che la cultural intelligence va conosciuta, perché così hai più possibilità di valutare meglio le persone e di approcciarti a loro."

Prosegue: "Quando si parla di progetto, e vi assicuro che quando ho parlato con il Pisa questa situazione l’ho sentita forte e chiara, il desiderio e la voglia di migliorarsi, di andare avanti sempre nel migliore dei modi, è chiaro. In questo momento c’è una situazione oggettiva di difficoltà e questa è un’altra cosa importante. Ci sono tante persone che seguono il Pisa e sono convinto che abbiano una grande fiducia nei progetti che questa società farà. Però c’è da stare attenti al momento, che è un momento non facile, dove probabilmente dobbiamo rivedere qualcosina per cercare di prendere spunto da questo e avere un futuro che, oltre al progetto, abbia anche la concretezza nei risultati sportivi."

Il direttore va avanti parlando di presente e futuro: "Da parte mia sarebbe presuntuoso dire che posso dare tanto da qui alla fine. Io cercherò di dare serietà e, come detto prima, ci tengo a riusare un’altra volta la parola serietà, perché dobbiamo sapere che tante persone in questo momento soffrono per questa situazione. Io sono toscano e so che non è facile per noi sopportare determinate cose. Detto questo, anche una visione futuristica, una proiezione. Io penso che sia stata un po’ paradossale la scelta, e anche un po’ audace, di anticipare la mia entrata, però la vedo lungimirante. All’inizio anch’io avevo qualche dubbio, perché magari noi direttori italiani tendiamo a dire: sì, ma così, nel caso di retrocessione, retrocederò io. Ma io l’ho voluta dare come pegno al Pisa, come per dire il mio patto di impegno, perché comunque vada poter conoscere la realtà, poter conoscere i giocatori, poter conoscere la società in maniera dettagliata prima di poter fare delle scelte, penso sia una scelta molto professionale. Non è una scelta tipica italiana, è una scelta più di stampo anglosassone e d’oltreoceano, però secondo me è molto intelligente, nonostante sia magari difficile da gestire."

Il direttore si racconta: "Nasco come un appassionato di calcio. Allenavo i giovani e ho amato allenare i giovani. Questo mi ha permesso di vedere, di formarmi. Comunque abbiamo formato anche quattro campioni d’Europa in quegli anni, quindi c’è stato Bernardeschi, Mancini, qualcuno sì, qualcuno no, Chiesa, però era un modello molto fatto bene e all’epoca c’era Pantaleo Corvino, direttore che per me ancora oggi è il migliore d’Italia, e lo dico senza togliere niente agli altri. Sul settore giovanile è un maestro e anche sulla prima squadra bisogna ammettere che è molto bravo. Dopodiché mi sono reso conto che non mi bastava, avevo visto soltanto il campo, e ho deciso di viaggiare e conoscere il calcio. Ho visto calcio in tutto il mondo, ho visto culture diverse e ho avuto la possibilità poi di mettermi in pianta stabile in Premier League, poi in Championship, cioè in uno dei migliori campionati, anzi nel miglior campionato del mondo. Sono stato fortunato perché ho avuto tanti bravissimi allenatori con i quali ho potuto parlare, anche perché in Inghilterra la concezione del ruolo è un po’ diversa. Il direttore sportivo esiste quasi solo in Italia ormai, lì invece c’è una concezione un po’ diversa. L’Head of Recruitment è la persona che porta avanti la lista che l’allenatore vuole o che il proprietario vuole, quindi è sempre nel mezzo tra allenatore e proprietà."

Infine Gabbanini parla di serietà: "Sicuramente ritorno alla parola serietà. Quello che posso dire è che mi piace tanto pensare al domani e rispettare l’oggi. È giusto che tutti oggi capiscano la situazione che stiamo vivendo e io mi calo in un giorno in questa realtà. Dobbiamo cercare di fare il massimo. Personalmente, come detto, sono qua per guardare e valutare da qui alla fine della stagione. Con questo anche dare un segnale di proiezione e vedere con serietà, non serenità, serietà, questo momento e con grande professionalità, perché dobbiamo dare il massimo."

Michele Bufalino
© Riproduzione riservata


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