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Politica domenica 05 settembre 2021 ore 15:08

Giorno della Memoria con polemiche

Le celebrazioni per il "Giorno della Memoria"

Il Comune di Pisa ha ricordato la firma delle leggi razziali intitolando una rotatoria ad Anna Frank. Il Pd ricorda che c'è ancora via D'Achiardi



PISA — Si sono svolte questa mattina le celebrazioni per non dimenticare il triste anniversario della firma delle leggi razziali, avvenuta nel 1938 a San Rossore. Un “Giorno della Memoria”, organizzato da Comune di Pisa e Comunità ebraica di Pisa con il sostegno di Anpi Comitato di Pisa e Parco di Migliarino San Rossore Massaciuccoli.

Presenti alle iniziative, fra le quali l’intitolazione ad Anna Frank della rotatoria su viale delle Cascine ingresso principale del Parco, il sindaco di Pisa Michele Conti, il Presidente del Consiglio Regionale Antonio Mazzeo, l’Assessore regionale Alessandra Nardini, il Presidente della Provincia di Pisa Massimiliano Angori, il vice Prefetto di Pisa Alessandra Oliva, il Rettore dell’Università di Pisa Paolo Mancarella, il Presidente il Presidente del Parco di San Rossore Lorenzo Bani, il vicesindaco del Comune di Pisa Raffaella Bonsangue, il Presidente del Consiglio comunale di Pisa Alessandro Gennai, il Presidente della comunità ebraica di Pisa Maurizio Gabrielli, il presidente di Anpi comitato di Pisa Bruno Possenti e tutte le autorità militari del territorio con il picchetto interforze per la resa degli onori ai caduti.

“Il 5 Settembre è una data infausta per la nostra città" ha ricordato il primo cittadino, secondo cui è "come se la storia ci avesse assegnato il compito e la responsabilità di fare più degli altri nell’assumere l’impegno di commemorare e nella lotta contro l’antisemitismo".

Per l'assessora regionale Nardini “oggi ricordare significa dire con forza mai più. Mai più discriminazioni, mai più violenze, mai più soprusi. La Toscana è terra di diritti, terra di libertà, terra di uguaglianza".

“Noi abbiamo il dovere - ha aggiunto Nardini - di riconoscere nella Memoria quello che con il linguaggio della pandemia potremmo chiamare il vaccino più potente che abbiamo contro i pericolosi rigurgiti nazifascisti a cui purtroppo ancora oggi nel nostro Paese e nel mondo dobbiamo assistere”.

Non sono però mancate le polemiche. "Come gruppo consiliare Pd - ha ricordato Matteo Trapani, capogruppo del Partito Democratico -, insieme alle altre forze di opposizione in consiglio, ascoltando le richieste di cittadini, accademici e associazioni, in virtù anche di una petizione con oltre 24.000 firme, in questo solco abbiamo presentato una mozione urgente per modificare il nome a via D'Achiardi e per chiedere di aprire una riflessione e un dibattito sul tema. In quegli anni Giovanni D’Achiardi, Podestà di Pisa e rettore dell'Università di Pisa, si rese responsabile dell’epurazione e della sospensione dei docenti ebrei, a partire dalla compilazione della lista, del censimento dell’estate 1938 e della selezione razziale degli studenti". 

"Davanti a ciò - ha aggiunto Trapani -, all'epoca molti restarono silenti e soltanto nel 2018 l'Università di Pisa ha rivolto delle scuse alla comunità ebraica in occasione dell'80esimo anniversario: un potente gesto simbolico da parte di una comunità accademica forte e matura. Martedì scorso avremmo voluto discutere della mozione su via D'Achiardi anche in vista di questo importante anniversario ma, vista la bocciatura della richiesta di urgenza, torneremo a parlarne nelle prossime sedute. Il Consiglio Comunale in quest'occasione non può restare in disparte e ha il dovere di dimostrare di essere all'altezza di una riflessione critica e aperta su quanto avvenne in quei tristi anni. Al contempo Pisa, città matura e consapevole del suo passato, deve proseguire nel tenere viva la memoria di quanto accaduto rinnovando le scuse verso la comunità ebraica, oggetto in quei periodi di innumerevoli violenze e soprusi".

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