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Attualità Giovedì 15 Gennaio 2026 ore 16:30

Gli algoritmi cambiano le città

Lo studio di Cnr e Normale rivela come le app di raccomandazione plasmino i flussi urbani, influenzando mobilità e disuguaglianze spaziali



PISA — Le app che ogni giorno ci consigliano dove mangiare, come raggiungere un luogo o quali attrazioni visitare stanno trasformando le nostre città. Non è solo una questione di comodità o precisione, ma di impatto profondo sull’assetto urbano. A dirlo è una ricerca congiunta dell’Istituto di Scienza e Tecnologie dell’Informazione del Cnr di Pisa, del Cnr-Icar di Palermo e della Scuola Normale Superiore, pubblicata sulla rivista Machine Learning.

"È il primo studio che modella in modo esplicito il feedback loop nel contesto urbano", ha spiegato Luca Pappalardo del Cnr-Isti. "Parliamo del ciclo di influenza tra sistemi di raccomandazione come Google Maps o TripAdvisor e i comportamenti delle persone. Volevamo capire che tipo di città producono questi algoritmi nel medio e lungo periodo".

La ricerca mostra un doppio effetto: da un lato la possibilità di ampliare le scelte individuali, dall’altro la tendenza a convogliare i flussi in pochi luoghi molto visibili. "I consigli delle app possono arricchire le esperienze dei singoli", ha osservato Giovanni Mauro della Scuola Normale, "ma spesso finiscono per rafforzare la centralità di alcune zone, lasciandone altre sempre più isolate".

I ricercatori hanno costruito un simulatore capace di modellare il ciclo che va dal suggerimento all’adattamento urbano, osservando come la ripetizione dei comportamenti consigliati possa influenzare la geografia sociale delle città. "Non si tratta solo di valutare la performance dell’algoritmo", ha chiarito Marco Minici del Cnr-Icar, "ma di riconoscerlo come attore urbano. È un cambio di paradigma che impone nuove responsabilità".

Lo studio sottolinea l’urgenza di una nuova consapevolezza da parte delle amministrazioni. I sistemi intelligenti non devono ottimizzare solo l’esperienza individuale, ma anche favorire equità spaziale, accessibilità e qualità della vita urbana.

"Le nostre città sono già attraversate da dinamiche invisibili ma potenti", ha aggiunto Pappalardo. "L’obiettivo è mettere questi strumenti al servizio della collettività, aiutando le istituzioni a governare un cambiamento che, se lasciato a se stesso, può amplificare le disuguaglianze".


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