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Imprese & Professioni lunedì 30 aprile 2018 ore 10:11

Pisa: il gioco non va proibito ma "insegnato"

Il CNR di Pisa parte dal presupposto che della ludopatia in molti ne parlano, pochi la studiano, alcuni ne soffrono. La crescita negli ultimi anni del mondo dei giochi ha allargato l’attenzione per i casi di gioco problematico e per il loro impatto sociale.



PISA — Pisa e gioco d’azzardo: come si pone la politica a riguardo

La politica, più che basarsi sulla radice del problema dal versante scientifico, ha cercato di contenere il gioco “a valle”, facendo passare per buone e talvolta divulgando cifre in libertà sul fenomeno; dal canto suo, la comunità scientifica ha cercato con sempre maggiore convinzione di investire tempo e risorse sulla cura e sulla prevenzione, più che sui divieti. Occorre dunque un approccio rigoroso, che consenta innanzitutto di definire la materia. Vietare il gioco spinge ancora di più a cercarlo, piuttosto bisognerebbe inculcare al gioco divertente ma consapevole. Magari diffondendo le principali notizie dal mondo dei casino online e da quello del gioco d'azzardo legale per far capire cosa si sta affrontando.

Ecco dunque che, più che di parlare di limitazioni sull'orario e sulle distanze, si dovrebbe mirare alla prevenzione e alla cura. Alcuni regolamenti, citiamo i casi di Firenze e Grosseto, sono stati bocciati dal Tar proprio per difetto di presupposti scientifici.

Cnr di Pisa: non serve a nulla proibire il gioco

l proibizionismo non serve a nulla, il che va contro a quella che è la linea comunemente seguita dagli enti locali, basata sull’obbligo per i punti di gioco di puntare alke distanze minime da una serie di punti sensibili (luoghi di culto, scuole, strutture sanitarie, ecc.).

Stando ad una serie di confronti con alcuni esperti del settore è venuto fuori che il distanziometro non sa combattere efficacemente gli eccessi nel gioco, ma li sposta in periferia. Inoltre, di solito i provvedimenti tendono a riguardare le slot, ignorando che l’offerta è molto più ampia. Chi non può giocare alle macchinette, si impegnerà con qualche altro gioco. E chi non trova il modo di giocare legalmente, tenderà a farlo in modo illegale, aumentando la criminalità organizzata». Per questo sembra quasi inutile che si limiti l’uso delle videolottery a determinati orari o che si vieti l’apertura delle sale giochi. Il problema è a monte, la poca campagna di prevenzione la poca educazione al gioco come fonte di divertimento o come mezzo/passatempo, piuttosto che come strumento di scommesse e accanimento. Il gioco leggeri esiste, ma non si sviluppa per la poca diffusione del concetto.

Per questo gli esperti dicono che: "Dobbiamo partire dalle scuole e spiegare che il gioco è un’opportunità, un divertimento, ma deve essere esercitato con giudizio. È importante impegnarsi in questo senso, perché tutto quello che passa dalla scuola poi entra più o meno nelle famiglie. La prevenzione riguarda tutti, ognuno deve avere gli strumenti per misurare se stesso, per capire se sta sprofondando nel gioco problematico. E se non lo capisce da solo, i suoi familiari devono essere in grado di aiutarlo, attraverso i consulenti raggiungibili dal numero verde nazionale, che garantisce l’anonimato". 



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