Questo sito contribuisce alla audience di 
QUI quotidiano online.  
Percorso semplificato Aggiornato alle 18:00 METEO:PISA20°24°  QuiNews.net
Qui News pisa, Cronaca, Sport, Notizie Locali pisa
giovedì 05 agosto 2021
Tutti i titoli:
corriere tv
Maltempo, nuovi allagamenti sul lago di Como

Attualità mercoledì 15 febbraio 2017 ore 12:53

Cellule artificiali, balzo in avanti nella ricerca

Arti Ahluwalia

Lo studio del centro di ricerca Piaggio dell'università di Pisa pubblicato dalla rivista Nature Scientific Reports



PISA — La biologia, come la fisica e la chimica, ha le sue leggi fondamentali. Una di queste leggi – detta allometria – mette in relazione la geometria, la massa e il metabolismo degli esseri viventi, mostrando come questi siano tra di loro interdipendenti. Una ricerca della professoressa Arti Ahluwalia, direttrice del centro Piaggio dell’università di Pisa e coordinatrice del gruppo In-Vitro Models, mette a punto un metodo per applicare la medesima legge allometrica anche a cellule che vengono coltivate in-vitro all’interno di appositi ambienti artificiali come piastre Petri e Multiwell o i più avanzati ‘bioreattori’. Lo studio è stato pubblicato dalla prestigiosa rivista Nature Scientific Reports.

La legge in questione, detta legge allometrica di Kleiber, è una formula matematica piuttosto nota, che mette in relazione il metabolismo dell’intero organismo, cioè la quantità di ossigeno consumata, con la massa corporea. Questa legge accomuna tutti gli esseri viventi. La legge mostra che via via che un organismo cresce il suo metabolismo e la durata della sua vita si modificano a velocità prevedibile.

La suddetta formula si può usare anche per molte altre cose, ad esempio per calcolare il fabbisogno metabolico di un individuo, oppure stimare il dosaggio corretto per gli esseri umani di un medicinale che è stato testato sui topi. “Nella nostra ricerca – afferma la professoressa Ahluwalia – cerchiamo di sviluppare colture tridimensionali in-vitro di cellule di organi come il fegato o i polmoni, per ingegnerizzare dei modelli con caratteristiche strutturali e biochimiche che li facciano funzionare come il corrispettivo organo umano. Costruire organi artificiali che funzionano come quelli naturali permetterebbe di testare per esempio l’assorbimento di un farmaco, senza dover ricorrere a cavie animali”. 

Lo studio pubblicato su Nature dimostra che è possibile ingegnerizzare tessuti in vitro che conservino le leggi di scala dei loro analoghi in-vivo facendo alcuni accorgimenti sperimentali.

“La legge di Kleiber è oggi considerata una delle leggi fondamentali della biologia – conclude Ahluwalia – Riuscire a progettare dei sistemi artificiali che la rispettino è un ulteriore passo avanti nella nostra comprensione del funzionamento di base dei tessuti e organi umani, per poterli meglio replicare in laboratorio”.

Nel 2016, il centro Piaggio ha anche ricevuto una donazione dalla Lav (Lega anti-vivisezione) per proseguire la ricerca di nuove tecnologie che possano sostituire efficacemente la sperimentazione animale nella tossicologia.

Tag
Iscriviti alla newsletter QUInews ToscanaMedia ed ogni sera riceverai gratis le notizie principali del giorno
L'articolo di ieri più letto
Parcheggi Ospedale Cisanello: dal 1 settembre il "C" a pagamento per favorire il ricambio delle auto. Accordo con i sindacati
Offerte lavoro Toscana Programmazione Cinema Farmacie di turno

Qui Blog di Davide Cappannari

QUI Condoglianze



Ultimi articoli Vedi tutti

Politica

CORONAVIRUS

Attualità

Cronaca