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Mala movida, il quartiere Santa Maria insorge

La movida in piazza Dante

Proteste del comitato dei residenti per la confusione e il degrado nelle ore notturne. I cittadini chiedono più controlli e anche più parcheggi



PISA — "Il quartiere di Santa Maria sta diventando invivibile per i residenti. La situazione di insicurezza, di degrado e di carenza di servizi è aumentata sensibilmente e rischia di aggravarsi ancora. Si fa sempre più sentire la voce dei cittadini che vogliono lasciare il centro storico e trasferirsi altrove, magari nei Comuni limitrofi". 

Questa la denuncia del Comitato dei residenti del quartiere Santa Maria.

"Le cose così non vanno. La mala movida sta tornando ai fasti antichi non solo nelle zone tradizionali come Piazza delle Vettovaglie e i Lungarni, ma espandendosi in altre parti della città. E’ cambiato anche il tipo di utenza, con una notevole presenza di minori.

Lo sanno i residenti di Piazza Dante, che hanno scritto un esposto alle Autorità cittadine segnalando la presenza di centinaia e centinaia di persone che riempiono la piazza fino alle 3 ed a volte anche alle 4 del mattino. Oltre alla totale ed assoluta mancanza di rispetto delle misure anti-COVID (assenza di mascherine, nessun distanziamento, etc.), viene segnalata la vendita illegale di alcolici da parte di ambulanti che distribuiscono bottiglie, successivamente, abbandonate o anche frantumate sul suolo pubblico; parziale e insufficiente pulizia l’indomani da parte degli addetti; schiamazzi, urla, cori, musica e grida notturne; piazza e strade afferenti sporche di bevande versate, residui di vomito, immondizia e urina; risse e scontri oltre che atteggiamenti intimidatori nei confronti dei cittadini residenti nella piazza e strade limitrofe. Senza contare lo spaccio della droga anche qui fiorente.

Va aggiunto che in Piazza Dante non c’è una illuminazione adeguata e mancano telecamere orientate verso il centro in modo da individuare i responsabili, come è stato già richiesto agli assessori Bonanno e Latrofa.

Analoghi fenomeni di degrado e di disturbo si hanno anche nella vicina Piazza Santa Caterina.

Il Comitato di Santa Maria porterà queste segnalazioni all’interno del Tavolo di osservazione sulla sicurezza urbana, assieme a quelle presenti in altre zone di Pisa, per adottare interventi urgenti di contrasto. Nel quartiere di Santa Maria il turismo non ha fatto quel salto promesso di qualità. L’asse che da Borgo porta al Duomo, oltre ad essere un mangificio con diffusione di tavoli e sedie anche davanti ai portoni d’ingresso delle abitazioni, è disseminato di negozi di vendita di souvenir (ben cinque in via dei Mille), che vendono merce non di pregio, sostituitisi alle vecchie attività di prossimità, costrette alla chiusura.

Inoltre proliferano i bed and breakfast, con diritto al posto auto per i loro clienti.

Non basta, ora in via Santa Maria verranno collocate anche quattro bancarelle e un chiosco e cinque in via Cardinal Maffi con un chiosco e un ritrattista, con il parere favorevole della Soprintendenza. Ma sanno coloro che dovrebbero tutelare i nostri beni culturali che la Piazza del Duomo e le strade di accesso fanno parte del patrimonio dell’umanità, riconosciuto dall’Unesco, che potrebbe quindi revocare il titolo?

Altri mali affliggono da tempo i residenti del quartiere di Santa Maria: l’assoluta inadeguatezza dei parcheggi; la mancanza di collegamenti con mezzi pubblici; l’eccessivo numero di autorizzazioni ZTL; la collocazione di imponenti antenne di cui si ignora la pericolosità per le emissioni di onde elettromagnetiche, poste in bellavista in via Santa Maria; la promessa mai mantenuta di concedere ai residenti in ZTL “Permessi gratuiti temporanei per persone in condizioni di malattia o disabilità temporanea”; la farsesca installazione dei varchi in uscita privi di telecamere, come in Via Cardinal Maffi, diventato abuso libero di ingresso anche contromano. Gli effetti sono già evidenti con la riapertura dei locali e l’arrivo dei turisti. Il quartiere di Santa Maria è invaso da mezzi di ogni tipo e di ogni provenienza ed è praticamente impossibile per coloro che vi risiedono e pagano la concessione comunale trovare un parcheggio".

"Infine - concludono dal comitato - la mancata attuazione dell’accordo raggiunto addirittura nel novembre scorso con l’assessore alla Mobilità Dringoli, confermato dal Sindaco, di uniformare gli orari di accesso e sosta nell’Area pedonale Duomo della Zona A) a quelli della Zona B) per operazioni di carico e scarico dei residenti, che si trovano svantaggiati da un permesso limitato alle sole ore 7-9 del mattino. Il suolo pubblico si sta dando e giustamente gratis a tutti, ma non ai pochi residenti che ne hanno necessità e che pagano oltre 100 euro all’anno, anche senza poterlo occupare".

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