Attualità Lunedì 05 Gennaio 2026 ore 16:00
Mattonaia, affidato studio di fattibilità

Affidato a Sinloc lo studio di fattibilità sul complesso. Diritti in Comune parla di primo risultato, Fratelli d’Italia difende l’alienazione
PISA — Sulla Mattonaia si apre una nuova fase, ma il confronto politico resta acceso. Il Comune di Pisa ha affidato alla società Sinloc la redazione di uno studio di fattibilità tecnico-economica propedeutico all’eventuale completamento e alla riqualificazione funzionale del complesso. Un incarico da 7.500 euro che riaccende il dibattito sul futuro di uno degli immobili più controversi del centro storico.
A rivendicare l’affidamento come un primo risultato è Diritti in Comune – Una Città in Comune–Rifondazione Comunista, che in una nota diffusa per conto dell’avvocata Giulia Contini parla di un passaggio atteso da tempo. La decisione, viene sottolineato, arriva “dopo anni di lotte” e anche a seguito delle recenti denunce e delle iniziative politiche portate avanti durante la discussione del bilancio preventivo, con la richiesta di togliere la Mattonaia dal piano delle alienazioni e di avviare un percorso di riutilizzo.
Lo studio dovrà valutare costi e interventi necessari per il recupero dell’immobile, anche attraverso la ricerca di investitori privati, e dovrà essere consegnato entro metà Marzo. Da qui la richiesta di Diritti in Comune di portare il progetto in Commissione e di avviare un confronto con il quartiere. “Per noi è indispensabile che il progetto di riqualificazione della Mattonaia abbia come obiettivo una sua restituzione pubblica per la cittadinanza con funzioni pubbliche a partire da quella abitativa”, ha scritto Contini.
Di segno opposto la lettura di Fratelli d’Italia Pisa. In una nota firmata da Rachele Compare, il partito invita a riportare il dibattito “su un piano di correttezza, sul piano storico e amministrativo”. Compare ricostruisce l’origine del complesso, avviato nel 1985 come progetto di edilizia residenziale pubblica finanziato con fondi Gescal, definendo quella scelta una decisione politica compiuta in un contesto completamente diverso dall’attuale.
Secondo Fratelli d’Italia, già allora immaginare edilizia popolare nel cuore del centro storico appariva discutibile e con l’istituzione della ZTL è emersa in modo definitivo l’inadeguatezza di quell’impostazione. Nel mirino finisce anche il progetto architettonico di Massimo Carmassi, giudicato “una scelta urbanistica sbagliata e scollegata dalla reale vocazione dell’area”. Il mancato completamento dell’intervento e l’abbandono successivo avrebbero trasformato la Mattonaia in un’eredità pesante per tutte le giunte successive.
Compare respinge inoltre le ipotesi di gestione diretta comunale del complesso, definendole irrealistiche. “Governare non significa avanzare slogan ideologici, ma assumersi la responsabilità di fare scelte realistiche e sostenibili. Altro che auto-recupero!”, si legge nella nota. Viene ricordato anche come la situazione attuale comporti costi inevitabili per sicurezza e igiene, quantificati in 130mila euro per interventi come sanificazione, rimozione del guano e installazione di reti antipiccione, spese definite “interamente tracciabili e verificabili”.
Nel quadro delineato da Fratelli d’Italia, l’amministrazione guidata dal sindaco Michele Conti sta governando responsabilmente un’eredità del passato e la Mattonaia dovrebbe restare nel piano delle alienazioni, indicata come l’unica strada concreta per liberare risorse pubbliche.
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