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lunedì 16 settembre 2019

Cronaca sabato 12 novembre 2016 ore 12:56

Oltre duecento al centro antiviolenza

In aumento l’età media delle donne che chiedono aiuto, soprattutto tra 40 e 50 anni. Il 73% non ha mai denunciato la violenza.



PISA — Ecco i dati del centro antiviolenza della Casa della donna di Pisa. Nel corso del 2015 sono state accolte 220 donne. Il 53% delle donne ha un’età compresa tra 30 e 50 anni, il 20% ha oltre 50 anni, il 16% ha tra i 19 e i 29 anni.

“Rispetto agli anni precedenti – precisa Carla Pochini, presidente della Casa della donna e operatrice del centro antiviolenza - registriamo un innalzamento della media dell’età delle donne che ci chiedono aiuto, in particolare tra 40 e 50 anni e oltre i 60 anni. Ma questo è solo uno dei dati che abbiamo raccolto. Grazie al lavoro del Centro possiamo scattare una fotografia abbastanza precisa di chi subisce maltrattamenti e abusi e di chi li agisce. Il lavoro dei centri, infatti, è fondamentale non solo per contrastare la violenza di genere ma anche per l’attività di monitoraggio che svolgiamo sul territorio. I centri antiviolenza sono straordinari osservatori sociali: ecco perché abbiamo intitolato il nostro report ‘Non solo numeri’. Dietro quei numeri ci sono storie difficili, dolorose e tanto lavoro delle nostre operatrici”.

Secondo il report “Non solo numeri. Un anno di violenza a Pisa e provincia” presentato dal Centro antiviolenza della Casa della donna, il 52% delle donne vittime di maltrattamenti è sposata o convivente, il resto sono donne separate, divorziate o nubili. Il 78% sono donne italiane. Il 53% ha un diploma o una laurea, il 47,7% ha un lavoro. Quasi l’80% delle 220 donne accolte nel 2015 ha figli, che nel 47% dei casi sono minori. Ma non tutte le donne che si rivolgono al Centro vivono a Pisa, il 38% proviene da fuori Pisa. “Un buon numero di donne che accogliamo proviene dalla provincia e da fuori regione, un dato che - dichiara Giovanna Zitiello, coordinatrice del Centro antiviolenza della Casa della donna - può essere spiegato con la volontà e la necessità delle donne di rivolgersi ad un centro lontano dalla propria zona di residenza ma anche con la capacità da parte del nostro centro di accogliere le donne in un luogo sicuro e protetto. A Pisa, infatti, gestiamo una Casa rifugio che è in grado di accogliere fino a 8 donne con figli a cui offriamo, in collaborazione con i servizi territoriali, un vero e proprio percorso di uscita dalla violenza e di ricostruzione della propria vita”.

Tante e diverse le forme di violenza che hanno subito le 220 donne accolte nel 2015 dalla Casa della donna, violenze che spesso si sommano in una pericolosa escalation. Dal Report “Non solo numeri” risulta, infatti, che il 31,3% delle donne accolte è vittima di violenza fisica o sessuale e ben il 93% subisce o ha subito violenza psicologica, economica o stalking. Il 73% non ha mai denunciato il maltrattante oppure, dopo avere presentato denuncia, l’ha ritirata. “Come risulta dal nostro Report – spiega Giovanna Zitiello - un alto numero di donne subisce violenza piscologica (153 donne su 220), la prima e più diffusa forma di violenza sulle donne. Tuttavia il dato potrebbe rappresentare anche la spia di un’importante tendenza, ovvero la maggiore consapevolezza delle donne rispetto ai maltrattamenti subiti che le porta a rivolgersi al Centro prima di una vera e propria escalation della violenza”.

Nel Report “Non solo numeri” è delineato anche un identikit dell’uomo maltrattante. Quasi il 52% degli uomini maltrattanti ha un’età tra 36 e 60 anni, il 53% è coniugato o convivente, 77% è di origine italiana e il 75% è partner o ex partner della donna maltrattata, il 66% ha un diploma, una laurea o una formazione professionale, il 45% lavora.



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