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Attualità domenica 01 novembre 2026 ore 11:30

"Oltre l'orologio", premiate le storie che danno valore al tempo

​Al Lumière di Pisa la premiazione del concorso letterario “Oltre l’orologio: quando il tempo cambia misura”. Una serata di emozioni e testimonianze



PISA — Si è svolta venerdì 30 Ottobre, negli spazi del Lumière di Pisa, in Vicolo del Tidi, la cerimonia di premiazione del concorso letterario promosso dalla Fondazione Arco “Oltre l’orologio: quando il tempo cambia misura”. Un appuntamento che ha riunito autori, professionisti sanitari, pazienti e familiari, attraverso racconti capaci di affrontare il tema della malattia da una prospettiva personale, mettendo al centro le emozioni e il valore del tempo.

La serata, condotta dalla giornalista Valentina Landucci è stata aperta da un aperitivo musicale e ha dato spazio alle parole dei protagonisti e alle loro esperienze e testimonianze sulla malattia. Un percorso che la Fondazione Arco porta avanti accanto alla propria attività di sostegno alla ricerca oncologica e alle iniziative rivolte ai pazienti.

A sottolineare il significato del concorso è stato Gianluca Masi, presidente della Fondazione Arco: “La Fondazione Arco nasce nel 2004 con l'obiettivo principale di sostenere la ricerca oncologica, soprattutto quella spontanea e accademica, che non sempre trova il supporto delle aziende ma che può essere fondamentale per migliorare e personalizzare le cure. Negli ultimi anni abbiamo ampliato le nostre attività, affiancando alla ricerca anche iniziative più vicine ai pazienti. Il concorso letterario è una delle esperienze che più ci hanno arricchito, perché ci ha permesso di raccogliere racconti di malati, familiari, amici e operatori sanitari. Sono testimonianze che vanno oltre l'aspetto medico e ci restituiscono soprattutto quello emotivo, il vissuto delle persone. Quest'anno abbiamo scelto il tema del tempo, perché la malattia cambia profondamente il modo in cui lo percepiamo e lo viviamo. Ogni anno mi stupisco per la bellezza e la profondità delle esperienze che ci vengono affidate”.

Ospite della cerimonia è stato Adriano Fabris, professore ordinario di Filosofia Morale all'Università di Pisa, che ha offerto una riflessione sul rapporto tra il tempo misurato dagli orologi e quello vissuto interiormente. “Questi racconti sono autentici, sono testimonianze dirette, nelle quali le cose vengono chiamate con il loro nome. Ed è proprio per questo che fanno bene. Fanno bene a chi li scrive, perché raccontarsi permette di riflettere sulla propria esperienza, ma fanno bene anche a chi li legge, perché rappresentano un bagno di realtà e ci ricordano che la vita, in tutti i suoi aspetti, vale la pena di essere vissuta. Spesso siamo prigionieri dell'idea del tempo dell'orologio, un tempo che calcoliamo, organizziamo e pensiamo di poter controllare. Ma esiste un altro tempo, quello che viviamo interiormente, che possiamo riempire di significato. La malattia, come altre esperienze difficili, ci mette di fronte ai nostri limiti e può cambiare radicalmente questa percezione. È allora che impariamo a dare valore a ogni istante, a viverlo pienamente, comprendendo che il tempo non è soltanto qualcosa da misurare, ma una possibilità da vivere”.

La cerimonia è quindi entrata nel vivo con la premiazione degli elaborati. Per la sezione adulti, il primo premio è stato assegnato ad Alberto Alparone, autore del racconto “I bambini diventano angeli”. Il secondo posto è andato a Franca Locci, autrice di “Il tempo senza lancette”. Terzo classificato Alessandro Raimondi, con “Sotto le stelle del jazz”. Particolarmente significativo anche il contributo dei più giovani. Il primo premio della sezione ragazzi è stato conquistato da Asia Borghi, con “Un minuto in un'ora, un'ora in un minuto”. Al secondo posto Giulia Marcolin, autrice di “È così che il tempo scorre”. Un momento particolarmente sentito della serata è stato dedicato al Premio speciale dell'Associazione Pollicino, assegnato a Salvatore Bossio per il racconto “Il caffè del mattino”.

A raccontare il percorso di Pollicino è stata Barbora Svabikova, che ha ricordato le origini dell'associazione e il significato del suo impegno: “L'Associazione Pollicino è una piccola realtà nata nel 2022, praticamente in un salotto, dall'iniziativa di un gruppo di amici che aveva perso una persona molto cara. Avevamo bisogno di dare un senso a quella perdita ed è così che è nata l'associazione. Da allora organizziamo durante l'anno diversi eventi e raccolte fondi, tra cui una manifestazione sportiva che coinvolge tennis, calcio e padel. Sono occasioni importanti per stare insieme e raccogliere risorse che ogni anno destiniamo alla Fondazione Arco, sostenendo concretamente il suo lavoro. Purtroppo quest'anno abbiamo perso un altro amico e abbiamo deciso di dedicare l'associazione anche a lui. Il nostro impegno prosegue nel ricordo delle persone che non ci sono più, cercando di trasformare il dolore della perdita in qualcosa di utile per gli altri”.

La premiazione si è conclusa con l'assegnazione del Premio del Presidente, che quest'anno ha visto due vincitrici a pari merito. Il primo riconoscimento è andato a Rodolfo Cendamo, autore de “Gli orologi invisibili”. Il secondo Premio del Presidente è stato assegnato a Daina Pezzotti, autrice di “Strabiliante come la pioggia”.

La serata si è chiusa con i ringraziamenti a tutti i partecipanti, ai membri della giuria, all'Associazione Pollicino e al Lumière per l'ospitalità. È stata inoltre prospettata la possibilità di raccogliere i racconti in una pubblicazione, così da renderli accessibili a un pubblico ancora più ampio.

Michele Bufalino
© Riproduzione riservata


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