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Attualità lunedì 09 agosto 2021 ore 15:22

Petizione contro il fotovoltaico "mangiasuolo"

Coldiretti ha lanciato una raccolta firme, nei mercati del Campagna Amica, per dire basta al consumo di suolo agricolo



PISA — "Sì all’energia rinnovabile senza consumo di suolo agricolo". E' partita anche in provincia di Pisa la petizione contro i pannelli solari "mangiasuolo" per combattere il rischio idrogeologico di fronte ai cambiamenti climatici e spingere invece il fotovoltaico pulito ed ecosostenibile sui tetti di stalle, cascine, magazzini, fienili, laboratori di trasformazione e strutture agricole. La petizione è iniziata ufficialmente con la firma da parte del presidente di Coldiretti Pisa, nonché Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi. 

Gazebo e postazioni saranno allestiti nei mercati settimanali di Campagna Amica e durante le tante iniziative estive che vedono Coldiretti coinvolta. “Con questa iniziativa – ha spiegato il delegato dei Giovani Coldiretti Impresa, Marco Napoli - chiediamo alle istituzioni di investire nelle fonti alternative di energia senza dimenticare il ruolo fondamentale dell’agricoltura e la bellezza unica dei nostri territori, che andrebbero compromessi senza una programmazione territoriale degli impianti fotovoltaici a terra”. 

Preoccupati per l’emergenza climatica, i giovani agricoltori intendono cogliere ogni opportunità offerta dalle tecnologie innovative, avendo come obiettivo la piena attuazione dell’accordo di Parigi sul clima e l’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. "Il consumo di suolo agricolo destinato al fotovoltaico a terra – osservano da Coldiretti Giovani Impresa – minaccia il futuro alle nuove generazioni di agricoltori. Come giovani agricoltori, sosteniamo e promuoviamo ogni giorno l’innovazione tecnologica sostenibile, ma destinando i suoli agricoli al fotovoltaico non ci saranno più terreni da coltivare ed accelereremo la perdita di biodiversità unica del nostro Paese. Il suolo vocato all’agricoltura appartiene agli agricoltori e la multifunzionalità energetica va sviluppata come attività integrata alla coltivazione e all’allevamento, sino a un massimo del 5% della superficie dell’azienda, da realizzare direttamente dagli agricoltori e in aree marginali”.

I giovani agricoltori della Coldiretti propongono che le Regioni e gli enti locali identifichino nelle aree da bonificare, nei terreni abbandonati, nelle zone industriali obsolete e nei tetti delle strutture produttive anche agricole, il luogo idoneo all’installazione del fotovoltaico per la corretta produzione di energia da fonti rinnovabili. “Anche nella nostra regione, e nella nostra provincia – segnala Napoli  – ci sono terreni non destinati all’agricoltura che potrebbero essere messi a valore con il fotovoltaico: ci domandiamo perché utilizzare terreni fertili che già producono valore economico, sociale ed ambientale togliendo traiettorie di futuro alle nuove generazioni di agricoltori”.

E' possibile firmare la petizione anche online, sul sito Change.org (Sì all'energia rinnovabile senza consumo di suolo agricolo).

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