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Politica martedì 05 luglio 2022 ore 14:48

Piano strutturale intercomunale, maratona streaming

Michele Conti e Massimo Dringoli in conferenza stampa

In consiglio comunale si discute la pianificazione urbanistica condivisa con Cascina. Minoranze sulle barricate, Conti e Dringoli dicono la loro



PISA — Questa mattina è iniziata la due giorni di consiglio comunale, con seduta non in presenza, per deliberare su controdeduzioni e osservazioni relative al Piano strutturale intercomunale tra Pisa e Cascina. Le minoranze, nei giorni scorsi, oltre a criticare i contenuti del Piano hanno accusato la maggioranza di violare il regolamento del consiglio, avendo programmato la seduta in streaming. Una modalità che, tra l'altro, ha da subito creato difficoltà di comunicazione fra i vari consiglieri, rendendo più farraginoso lo svolgimento dei lavori diretti dal presidente del consiglio Alessandro Gennai.

Come previsto dalla procedura concordata tra i due Comuni e concertata con la Regione Toscana, i rispettivi consigli comunali procederanno ciascuno all’approvazione delle controdeduzioni alle osservazioni al Piano ritenute di interesse comune, oltre a quelle di esclusiva competenza territoriale. Questi atti consentiranno l’adeguamento del Piano a cui seguirà la richiesta di Conferenza Paesaggistica da parte del Comune di Pisa in qualità di ente capofila, procedura indispensabile per giungere all’approvazione definitiva dello strumento.

Dopo essere stato adottato dal Consiglio Comunale di Pisa il 23 Luglio 2020 e il 5 Agosto 2020 dal Consiglio di Cascina, è stato posticipato il termine per le osservazioni al 10 Dicembre 2020. Sono pervenute 164 osservazioni, oltre ai contributi della Regione Toscana. Sono state poi tenute 10 sedute della Conferenza dei Sindaci e i due Comuni hanno condiviso l’iter procedurale illustrato nella Commissione Consiliare Congiunta. 

Sempre in mattinata, approfittando di una pausa della seduta, il sindaco Michele Conti e l'assessore all'urbanistica Massimo Drinigoli hanno tenuto una conferenza stampa, per difendere i contenuti del Piano.

"Il contributo partecipativo legato alle osservazioni - hanno sottolineato da palazzo Gambacorti - ha permesso di apportare perfezionamenti e integrazioni agli atti adottati migliorando così la qualità complessiva del Piano: delle 164 osservazioni pervenute, 66 sono di interesse intercomunale, 69 di interesse del Comune di Pisa e 29 di interesse del Comune di Cascina. Delle 135 osservazioni istruite dal Comune di Pisa è stato proposto l’accoglimento totale o parziale di 76 confermando così la volontà dell’Amministrazione di assicurare il recepimento dei contributi finalizzati al miglioramento dello strumento, garantendo partecipazione e trasparenza".

"Per quanto riguarda i dimensionamenti riferiti alle singole Unità Territoriali (UTOE) - è stato aggiunto -, è da osservare che le controdeduzioni alle osservazioni presentate comportano una diminuzione di consumo di suolo esternamente al Territorio Urbanizzato pari a 23mila mq. e di 1.700 mq. internamente al Territorio Urbanizzato, con un recupero di 2mila mq. di suolo ed un incremento di superficie utile lorda di 3.064 mq".

“La delibera in discussione oggi – ha quindi commentato il sindaco Conti - rappresenta un traguardo raggiunto in tempi record a cui abbiamo lavorato con determinazione per la nostra ferma volontà politica di voler dotare al più presto Pisa di un fondamentale strumento per disegnare il futuro della città e dell’area pisana che si sviluppa lungo l’Arno. L’importanza di questo passaggio è ben chiara: il Piano Strutturale, strumento essenziale per lo sviluppo di un territorio, richiede necessariamente aggiornamenti per renderlo adeguato all’evolversi della società. Se si pensa che quello di Pisa risale al 1998 si può ben comprendere quanto fosse divenuto urgentemente necessario il rinnovamento. Viene confermato l’obiettivo principale del Piano: la riduzione del consumo di suolo, operando una decisa inversione di tendenza rispetto a quanto fatto e previsto secondo il piano strutturale precedente. Basta ricordare tra le previsioni quella relativa allo Stadio, che nella sede prevista dal vecchio piano a Ospedaletto avrebbe comportato un enorme consumo di suolo, considerando anche i previsti parcheggi, tutti annullati dalla variante approvata il 29 maggio 2020, molto prima dell’adozione del Piano, riportando la sede dello Stadio a quella attuale a Porta a Lucca, con conseguente utilizzazione, per la maggior parte dei parcheggi necessari, di tutte le aree già disponibili nel raggio di 1 km”.

“Ma non è solo il risparmio di suolo edificabile che caratterizza questo Piano – ha aggiunto il primo cittadino -. La rigenerazione urbana, evidenziata dalla riqualificazione dei quartieri periferici, con particolare riferimento sia alle case popolari, sia ai parchi urbani, centri di aggregazione ignorati dall’attuale Regolamento Urbanistico, che anche per questo necessita di un totale rinnovamento. Un ruolo primario avrà il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, già ricordato tra i Contributi della Regione Toscana: un piano che incentiva la mobilità dolce, quindi ciclabile, ma anche su vie d’acqua, un rinnovamento del TPL con la previsione della tramvia, a cominciare dalla tratta Stazione – Cisanello da completare con altre diramazioni previste, i parcheggi scambiatori necessari perché funzioni un sistema di intermodalità che riduca al massimo la necessità di usare l’auto privata, lo sviluppo dei sistemi di bike sharing. In definitiva il Piano Strutturale ci permetterà di realizzare, di qui al 2050, una città che guarda al futuro, più verde, sostenibile, riqualificata e moderna”.

“Questo è un Piano che considera di rilievo assoluto i rapporti con gli altri enti del territorio - ha concluso Conti -: le Ferrovie, innanzi tutto per la soppressione dei passaggi a livello, ma anche, all’interno di una visione di rapporti di area vasta comprendente la costa toscana, innanzi tutto i comuni di Livorno e Lucca, per la realizzazione di collegamenti veloci con queste città e con Firenze; l’Università, anzi le tre Università, con cui sono in corso scambi e rapporti continui perché il loro sviluppo sia compatibile con quello della città; l’Azienda Ospedaliera, con cui resta da definire il Piano di recupero del Santa Chiara; il CNR, che a Pisa ha una delle sue sedi di ricerca principali, le cui attività dovranno sempre essere coordinate con le previsioni urbanistiche del Comune; il Parco, perché i piani integrati di cui si sta dotando tengano conto anche delle esigenze della città; la Soprintendenza con cui non si può avere altro che un rapporto di collaborazione; il Ministero della Difesa per il riuso della Bechi Luserna”.

A seguire ha preso la parola l'assessore Dringoli. “Ritengo importante - ha detto - ricordare che la proposta di avviare il procedimento per la formazione di un Piano Strutturale Intercomunale di Pisa e Cascina era motivata da diverse considerazioni. La necessità di garantire una progettazione unitaria e multisettoriale delle trasformazioni a livello di area vasta: il Piano Strutturale deve infatti contenere le strategie di area vasta, con particolare riferimento al sistema infrastrutturale e della mobilità, alla valorizzazione e recupero dei sistemi insediativi, alla riqualificazione del sistema artigianale e industriale, alle forme di perequazione territoriale. La necessità di provvedere in tempi ragionevolmente contenuti per adeguare le norme urbanistiche a queste trasformazioni, tenuto conto che ambedue i Comuni erano dotati di Piano Strutturale Comunale risalente al 1998, considerando in particolare che le varianti che si rendono necessarie ai relativi Regolamenti Urbanistici che potranno essere approvate solo dopo l’approvazione dei relativi Piani Strutturali”.

“La necessità infine di prendere atto che l’intento di redigere un Piano Strutturale Intercomunale esteso a tutti i 6 comuni dell’Area Pisana (Pisa, Cascina, S. Giuliano, Vecchiano, Calci e Vicopisano) era fallito - ha ricordato in conclusione l'assessore -. Dopo 10 anni di risorse impiegate dal Comune senza neanche riuscire a sottoporlo alla Conferenza di Copianificazione per esaminare le previsioni di impegno di suolo non edificato all’esterno del territorio urbanizzato, non si può che constatare l’incapacità delle Amministrazioni di redigere un Piano Strutturale d’Area. Non tenerne conto sarebbe stato da irresponsabili; avrebbe voluto dire seguitare ad operare non si sa per quanti anni ancora con un Regolamento Urbanistico che ha prodotto una città costituita da episodi isolati, spesso incompiuti e totalmente sconnessi, privi di piazze e di qualsiasi altro spazio di aggregazione sociale, con una viabilità imperniata solo su di un asse di scorrimento Est-Ovest priva di connessioni logiche con i nuovi quartieri e di intermodalità, senza alcuna attenzione alla mobilità sostenibile”.


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