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Attualità mercoledì 23 aprile 2025 ore 16:00

Posa della prima pietra per l'ospedale dei bambini

Foto di: Ufficio stampa Irccs Fondazione Stella Maris

È ufficialmente cominciata la costruzione della nuova struttura della Stella Maris che sorgerà a Pisa, a due passi dal polo di Cisanello



PISA — Dodicimila metri quadri di superficie edificata, 44 camere per la degenza, 44 ambulatori e oltre mille metri quadrati di laboratori, 50 sale per l’osservazione terapeutica e spazi per il gioco e per l’apprendimento. Sono i numeri del nuovo ospedale della Stella Maris dove diagnosi, terapia, riabilitazione, ricerca e didattica potranno contare su elevati standard di accoglienza, sicurezza e tecnologia e che potrà incrementare il suo servizio per bambini e ragazzi con patologie neurologiche, psicologiche e psichiatriche di grande complessità, come, solo per citarne alcune, l’autismo, l’epilessia, le paralisi cerebrali, i disturbi del comportamento alimentare e quelli della condotta e del linguaggio. 

E oggi, mercoledì 23 Aprile, è stata posata la prima pietra che ne ufficializza la costruzione e lancia Fondazione Stella Maris nel futuro. Posizionato tra via Bargagna e via Cisanello, il nuovo ospedale, dal valore di quasi 29 milioni di euro, oltre ai 4,5 del terreno, svilupperà sinergie assistenziali con il policlinico multi-specialistico e potenzierà la ricerca con Università, Cnr, Sant’Anna e la Normale). 

"Vogliamo dedicare il nuovo ospedale - hanno detto Giuliano Maffei, presidente della Fondazione Stella Maris e Roberto Cutajar, direttore generale - ai nostri padri fondatori e a tutti quei genitori che hanno gli occhi spenti a causa del dolore profondo per la malattia o la condizione comportamentale che, inaspettatamente come un uragano, è entrata nelle loro famiglie. Dal 1955 la Stella Maris è luce di speranza e ci auguriamo che possa continuare a esserlo ancora di più".

L'avvio del cantiere è avvento alla presenza di tante autorità, dal presidente della Toscana Eugenio Giani, che lo ha definito "un passo importante per la sanità toscana, che conferma l'impegno dell'ente nel garantire cure di qualità accessibili a tutti", al rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi, che ha sottolineato "l'aggiunta di un tassello importante alla costruzione di un polo di eccellenza che sta prendendo forma proprio in questa zona".

"Questo è un evento di carattere nazionale - ha detto Antonio Mazzeo, presidente del Consiglio regionale della Toscana - penso che sia uno dei momenti più significativi da quando presiedo l’assemblea. Oggi, con questa posa della prima pietra dell’ospedale della Stella Maris, il sistema sanitario della Toscana fa un ulteriore passo verso il futuro, creando un nuovo spazio di sanità pubblica rivolto alle bambine e ai bambini che soffrono".

Nell’attuale area, a Calambrone, resterà invece la sede direzionale e continuerà a operare la risonanza magnetica a 7 Tesla, prima e unica in Italia e tra le poche al mondo con questa intensità, impiegata in progetti di ricerca nazionali e internazionali. Per il resto del complesso, è in fase di valutazione la trasformazione in un polo di alta formazione.

“I nostri ricercatori clinici e dei laboratorio già stanno sperimentando - ha continuato il professor Giovanni Cioni, direttore scientifico della Fondazione - quelle tecnologie diagnostiche e terapeutiche innovative nella ricerca e nell’assistenza che saranno implementate e sviluppate nel contesto del nuovo ospedale, anche grazie alle sinergie con gli enti di ricerca presenti a Pisa, a cominciare dall'università, le aziende sanitarie, l’area di ricerca del Cnr, la Scuola Normale Superiore, la Scuola Superiore Sant'Anna". 

"La Diocesi di San Miniato, che è all’origine del cammino della Stella Maris - ha concluso il vescovo Giovanni Paccosi - è orgogliosa del suo sviluppo e grata all’Università di Pisa per la collaborazione nel concreto progresso dell’intuizione dei fondatori. La Fondazione Stella Maris nelle sue varie articolazioni, è un grande dono per la nostra comunità Diocesana e per la società toscana: esprime un’altissima qualità della cura e dell’accoglienza, che nasce dalla sinergia tra una professionalità eccezionale, una ricerca incessante e una rara e ammirevole attenzione alla persona". 


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