Politica Mercoledì 01 Aprile 2026 ore 18:25
Rifiuti e Tari, M5S vuole un modello sostenibile

Fausto Bosco critica le Sol e propone una Tari più equa, “Serve un sistema basato su chi produce rifiuti e meno discariche locali”
CASCINA — Il sistema di gestione dei rifiuti torna al centro del dibattito politico locale. Il Movimento Cinque Stelle interviene sulla Tari e sul modello organizzativo di Retiambiente, chiedendo un cambio di passo per rendere il servizio più efficiente e sostenibile.
A esporsi è Fausto Bosco, assessore del Movimento Cinque Stelle Cascina, che critica l’attuale assetto delle società operative. “Partiamo da un dato di fatto: il modello delle Sol (Società Operative Locali) è economicamente e gestionalmente sbagliato perché esso non è in grado di valorizzare il potenziale industriale di Retiambiente, all'interno di una logica di gestore unico, sfruttando quindi le possibili integrazioni impiantistiche e finanziarie in un’ottica improntata all’innovazione e in grado di fare investimenti sui territori e quindi favorire un abbassamento della tariffa” ha detto.
Nel mirino finisce la presenza di più società operative locali, ritenute un limite alla gestione unitaria. “Oggi la presenza di ben 11 Società Operative Locali che si occupano prevalentemente di raccolta e spazzamento all’interno del Gestore Unico Retiambiente rappresenta un modello arretrato e disfunzionale” ha aggiunto Fausto Bosco.
Altro punto critico riguarda gli impianti necessari a completare il ciclo dei rifiuti. “Il punto maggiormente critico è rappresentato dagli impianti di chiusura del ciclo: con la chiusura dell’inceneritore di Livorno l’ATO Toscana Costa risulta attualmente privo di impianti di recupero energetico, rendendo necessaria una riflessione che fornisca risposte immediate in attesa di ottimizzare tutte quelle strategie che permettano di avvicinarci il più possibile al “rifiuti zero”” ha detto Bosco.
Sul fronte delle tariffe, il Movimento rilancia il principio della tariffazione puntuale. “Come Movimento Cinque Stelle abbiamo sempre sostenuto la necessità di passare dalla tassa basata su superficie e numero componenti a una tariffa corrispettiva che calcola il rifiuto secco indifferenziato effettivamente prodotto, il principio di "paga per quello che butti"” ha aggiunto Bosco, indicando nella diffusione della cultura del riciclo uno degli strumenti per ridurre i costi nel tempo.
Infine, un appello al ruolo delle amministrazioni locali. “Ritengo che il Comune di Cascina debba essere un protagonista attivo nella definizione delle strategie che riguardano il futuro dei servizi pubblici locali, facendo valere la sua posizione nelle assemblee dei soci in maniera costruttiva e propositiva, facendosi promotore di un nuovo paradigma per ciò che concerne il ciclo dei rifiuti, proponendo un confronto serio per migliorare tutta la filiera, sviluppando un’industria del riciclo e recupero ed arrivare quindi alla riduzione significativa della dipendenza che il nostro modello ha sul conferimento in discarica” ha concluso Bosco.
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