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Attualità sabato 19 ottobre 2019 ore 12:02

Ritrovata la locomotiva del trammino

Il Comune ha allo studio un progetto per il suo recupero. Pesciatini: "Lavoriamo per riportarla in piazza Baleari sull’antico tracciato dei binari"



PISA — La locomotiva Dante Alighieri, la terza delle sei acquistate come prima dotazione delle tranvie a vapore pisane, in servizio sulla linea Pisa-Pontedera e poi sulla Pisa-Boccadarno, rimase in città verosimilmente fino agli anni '20, ma è giunta fino ad oggi evitando la demolizione e ora il Comune ha allo studio un progetto per il suo recupero e la sua valorizzazione. A renderlo noto è l'ente di Palazzo Gambacorti.

Nei giorni scorsi, infatti, una delegazione guidata dall’assessore al turismo Paolo Pesciatini, composta dal professor Fabio Vasarelli, dal signor Luciano Duè e dal personale del Comune, si è recata a Padova dove è custodita, in un capannone privato.

"La locomotiva è in buono stato di conservazione – dice Paolo Pesciatini –. Era uno dei miei obiettivi quello di ritrovarla e ora stiamo lavorando per riportarla a Pisa, dove prese servizio nei primi anni del collegamento del trammino con il Litorale. È mia ferma intenzione pertanto di valorizzarla al massimo, tra le possibili soluzioni c’è anche quella di una sistemazione nella piazza delle Baleari a Marina di Pisa, esattamente sul tracciato della vecchia linea che sarà presto valorizzato con la pista ciclopedonale. Ringrazio pertanto i componenti della delegazione e gli uffici comunali per l’impegno nel riuscire a concludere questa operazione che potrà avvenire attraverso un comodato gratuito con l’attuale proprietario".

"Le vicende di questa locomotiva sono piuttosto burrascose - ricorda il Comune- ma l’hanno salvata dalla demolizione, la sorte toccata a tutte le altre locomotive delle nostre tranvie negli anni Cinquanta, compresa la gemella n.6 “Dante Alighieri”. Negli anni Venti la locomotiva venne ceduta al servizio della ferrovia mineraria di Monterufoli, per poi finire sulla tranvia Bologna-Cento. Nel dopoguerra lavorò allo zuccherificio di Rieti e poi in Veneto, in uno zuccherificio della stessa proprietà. A metà degli anni ’80 finito il servizio è destinata alla demolizione ma finisce nelle mani dell’attuale proprietà e da allora è apparsa in qualche esposizione storica. La macchina pesa a vuoto circa 14 tonnellate, è lunga 6,7 metri e larga 2,65 metri. Con la ciminiera installata raggiunge oltre 3 metri di altezza da terra. Al momento non è posata su binario".


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