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Politica lunedì 06 settembre 2021 ore 08:00

"Saint-Gobain poteva investire e prevenire"

saint-gobain, insegna dello stabilimento

Così commentano da Sinistra Civica Ecologista la notizia dei 29 esuberi annunciati dall'azienda: "I licenziamenti non debbono avvenire"



PISA — "Ci risiamo! A fronte delle difficoltà produttive subito si pensa alla riduzione del personale e così per l’ennesima volta anche la Saint-Gobain, percorre questa strada con l’annuncio di 29 licenziamenti su 300 dipendenti circa (il 10%) - scrivono da Sinistra Civica Ecologista di Pisa -. La motivazione è sempre la solita, difficoltà di mercato, ed oggi queste difficoltà si attribuiscono alla pandemia, ma leggendo bene il comunicato della azienda, si capisce che il motivo non è quello o solo quello. L’azienda attribuisce queste difficoltà anche alla apertura di un nuovo impianto concorrente al sud, come se questa fosse una novità".

Sce, ricordando quanto avvenuto negli ultimi 20 anni alla Saint-Gobain, chiede che l'azienda faccia marcia indietro sui licenziamenti. "Anche verso gli anni 2002 l’azienda voleva ricorrere ad un ridimensionamento del sito produttivo di Pisa perché nel mondo si stavano sviluppando tecnologie analoghe alle sue e quindi maggior concorrenza e minor produzione. Allora, per reperire risorse e permettere alla Saint-Gobain di continuare a produrre, fu proposto di concentrare tutte le produzioni in un'unica parte dello stabilimento, prima diviso in due dalla statale Aurelia, e mettere in vendita tutti i capannoni industriali dismessi".

"L’amministrazione di allora con sindaco Fontanelli si impegnava a cambiare destinazione d’uso di quei capannoni e l’azienda, presentando un piano industriale si impegnava ad investire i proventi della vendita delle officine oramai dismesse, nella tecnologia del Forno Flot, che permetteva così di proseguire la produzione del sito pisano e permettere alla azienda negli anni a venire di continuare ad investire in innovazione e sviluppo affinché non subisse le innovazione tecnologiche, ed essere in grado di rispondere ai cambiamenti di mercato, che ci sono sempre stati e sempre ci saranno".

"Al momento di quel accordo sulla politica industriale, sapeva il sindacato e sapeva l’azienda che la tecnologia del forno Flot dura al massimo 14/15 anni in fase di stasi di mercato, quindi Saint-Gobain, aveva davanti a se tempo e risorse per investire e prevenire, con la qualità e capacita produttiva dello stabilimento pisano. Si sapeva anche allora che in Italia, ma non solo, c’erano realtà produttive che investivano in questa tecnologia perché col cambiamento dei sistemi di costruzione edile il vetro assumeva un ruolo importante, così come il vetro per mezzi di locomozione".

"Oggi invece l’azienda annuncia una difficoltà produttiva, e gestionale  - commentano ancora da Sinistra Civica Ecologista - e pensa subito al ridimensionamento, e così facendo però si pone subito un'altra domanda; se sono passati tutti questi anni senza interventi consistenti, se la tecnologia del forno Float ha una durata di venti anni circa, se è nuovo, se è ristrutturato come nel caso di Pisa, anche meno, allora quale sarà il futuro dello stabilimento di Pisa? La richiesta di licenziamento delle 29 persone, che non deve avvenire, è solo l’inizio di un processo irreversibile e di profondo cambiamento del sito di Pisa, facendolo divenire da sito produttivo a realtà solo logistica e stoccaggio del vetro prodotto da altre parti?"

"Ecco perché i licenziamenti non debbono avvenire - concludono da Sce -, ecco perché ci vuole un impegno collettivo rispetto ai ruoli e compiti di ogni uno affinché si chiedono garanzie non solo per le 29 persone annunciate oggi ma per il futuro dello stabilimento pisano. E' da qui che deve ripartire la battaglia per il mantenimento del sito produttivo di Pisa. Oggi è il momento di dire con chiarezza cosa pensano tutti i soggetti in campo, non è una affermazione banale perché già agli inizi del 2000 c’era chi pensava che forse non era conveniente avere una realtà produttiva nel centro di una realtà commerciale quale ora è diventata tutta la zona sud ovest di Pisa. Se è così lo si dica con chiarezza senza illudere nessuno assumendosi le proprie responsabilità, altrimenti l’unica strada possibile è quello della difesa non solo delle 29 persone interessate MA del futuro della più che centenaria presenza della Saint-Gobain a Pisa".


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