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Attualità martedì 09 marzo 2021 ore 21:00

"Con le scuole aperte saltano i tracciamenti"

Il dottor Luca Puccetti

L'allarme è stato lanciato da Luca Puccetti, responsabile dei medici di base di Pisa. Conferme sono arrivate dai dati della Ausl Toscana nord ovest



PISA — "Mi dispiace dirlo, lo so che è un tema sensibile, però le scuole sono responsabili di una grossa parte di questa situazione che stiamo vivendo. Tutti i dati dicono questo: dal 25 al 30 per cento di tutti i contagi sono dovuti alla scuola". Queste le parole di Luca Puccetti, responsabile dei medici di base di Pisa, che è intervenuto oggi al consiglio comunale straordinario dedicato al coronavirus, dopo un anno di pandemia. "Non voglio dire alla scuola per quel che succede durante l'orario di classe ma alla scuola in senso lato - ha precisato -. Soprattutto, quello che pochi sanno, è l'enorme quantità di risorse in termini di tamponi e di tracciamento che costa tenere la scuola aperta".

"Immaginate che da quando ci sono le varianti - ha proseguito il medico di famiglia -, quando c'è un caso chi deve tracciare non fa più un percorso a ritroso nelle ultime 48 ore ma fa un percorso a ritroso di 14 giorni. Per ogni caso sono almeno 50 persone da gestire, capite bene che è impossibile. Non solo: è successo che le centrali di tracciamento sono state fortemente depauperate da quelle che sono state le entrate dei colleghi in specializzazione, il personale si è dimezzato. Capite bene quali sono le difficoltà nel tracciare: se i numeri diventano troppo importanti il tracciamento salta e ribadisco quello che tutti i tecnici sanno: bisogna tenere le scuole chiuse finché non avremo vaccinato tutti".

Alcuni dati illustrati poco dopo dal dottor Antonio Gallo (Unità funzionale igiene e sanità pubblica zona pisana - Azienda Usl Toscana nord ovest), hanno sostanzialmente confermato quanto riferito dal dottor Puccetti. Gallo, mostrando alcuni grafici, ha fatto capire che nella zona pisana i contagi sono più diffusi fra gli under 18 (46,03 casi su 1000 abitanti) rispetto al resto della popolazione (40,86 casi su 1000 abitanti).

Considerando che gli under 18 nella zona pisana sono circa 33mila su 215mila abitanti, Gallo ha ricordato che "come igiene e sanità pubblica seguiamo quotidianamente le scuole con un impiego di risorse importantissimo" e che si tratta di "numeri che fa un po' paura vederli" perché "fra i minori l'infezione ricorre spesso in maniera asintomatica". Qui il "il virus corre in maniera silente" all'interno di un "serbatoio" di popolazione assai rilevante e, trasmettendosi poi agli adulti, ecco che si compaiono i contagi con manifestazioni di Covid-19 anche gravi.

"Questo riguarda le scuole - ha detto il medico della Ausl presentando un altro grafico -. Si vede come nella seconda ondata il picco di crescita sia intercorso proprio nel periodo in cui le scuole sono state riaperte, è ricalato quando le scuole sono state richiuse (le superiori e la seconda e terza media in particolare), e poi è ripartito dopo le vacanze di Natale con la riapertura di tutte le scuole".

Un terzo grafico mostra che i contagi accertati sono più diffusi fra gli studenti di scuole medie e superiori. "Questo ci ha portato a supporre che il contagio non avviene esattamente all'interno della scuola - ha commentato in proposito Gallo - ma forse avviene all'esterno della scuola, nel fenomeno dei trasporti o nel fenomeno sociale, perché sappiamo tutti che i ragazzi delle medie e delle superiori hanno più occasioni di socializzare fra di loro rispetto ai più piccoli".

"Proprio per questa sensibilità al mondo della scuola è stato aperto un canale dedicato e abbiamo trattato oltre mille casi fra docenti e alunni e sono stati tracciati oltre diecimila contatti". "Tutto questo è stato possibile grazie, oltre a un grande sforzo organizzativo interno, anche a una stretta collaborazione con l'Ufficio scolastico provinciale e ai dirigenti scolastici" ha sottolineato Gallo, riferendo che sono stati 1.115 i tamponi effettuati da Novembre a oggi negli istituti superiori pisani grazie a "Scuole sicure", che permette alla Ausl di monitorare costantemente la situazione.

Tornando all'intervento del dotto Luca Puccetti, questi ha ricordato anche tutte le difficoltà incontrate durante questo anno di pandemia dai medici di famiglia, "l'unica categoria che non ha avuto risorse aggiuntive". "Non abbiamo avuto strumenti terapeutici e non li abbiamo nemmeno ora - ha detto con rammarico e sconforto -: i farmaci di cui si parlava, soprattutto all'inizio della prima fase, si sono rivelati tutti completamente inutili, se non in alcune fasi della malattia il cortisone e per alcuni soggetti l'eparina. Quindi non esiste una terapia specifica del Covid che noi possiamo fare. Abbiamo cercato in ogni modo possibile e immaginabile di non far ricoverare i pazienti, anche se devo dire che questo è stato da una parte un bene, perché ha fatto tenere il sistema, ma abbiamo anche capito che non dobbiamo esagerare. Perché se qualcosa si può fare nei pazienti Covid si può fare subito, all'inizio".

In conclusione il capitolo vaccinazioni. Anche Puccetti, come già il professor Francesco Menichetti poco prima di lui, ripone grande speranza nelle vaccinazioni, pur ammettendo tutte le difficoltà che stanno incontrando i medici di basi. 

"Noi abbiamo gettato il cuore oltre l'ostacolo, perché abbiamo accettato di fare i pazienti più difficili con il vaccino più difficile. Immaginate cosa vuol dire far venire novantenni, con una piattaforma che devo dire è stata fatta molto in fretta, non del tutto matura (ed utilizzo un eufemismo): il grosso problema è che noi non sappiamo quanti vaccini arrivano" e spesso dobbiamo disdire gli appuntamenti già fissati. "Speriamo che d'ora in poi ci sia una fornitura più capillare e soprattutto costante, perché altrimenti fare le agende diventa una specie di bollettino di guerra. Se le dinamiche di fornitura son queste, dai 12 ai 6 vaccini al giorno, tenendo conto che un medico massimalitsta ha fra i 150 e i 200 pazienti ultraottantenni da vaccinare, capite bene che i tempi sono molto lunghi. Speriamo arrivi il vaccino mono somministrazione, che renderebbe le cose estremamente più semplici e allora sì che potremo dare una mano anche per le altre categorie".

In serata la notizia dalla Regione Toscana che entro la fine di Marzo saranno vaccinati circa 66mila anziani over 80 (sia con la prima che con la seconda dose), cui se ne aggiungeranno altri 40mila (con la prima dose), sempre tramite i medici di medicina generale, grazie alla nuova fornitura di circa 100mila dosi Pfizer-BioNTech attese entro la fine di questo mese.

"Sono, inoltre, in arrivo sempre a Marzo oltre 150mila dosi di vaccino AstraZeneca - hanno aggiunto dalla Regione -, che consentiranno di completare la vaccinazione delle categorie in corso (personale della scuola e dell’università, della giustizia e delle forze dell’ordine) e di iniziare anche quella rivolta alle persone nate negli anni 1941, 1942, 1943 e 1944, come indicato dall’ultima circolare ministeriale".

Per queste categorie, il portale delle prenotazioni delle vaccinazioni anti-Covid della Regione Toscana sarà riaperto già a partire dalle 9 di domani, mercoledì 10 Marzo. Al contempo, proseguirà la vaccinazione con Moderna delle persone “estremamente vulnerabili”, alle quali sarà a breve dedicato un portale per la presa in carico e successiva prenotazione della vaccinazione.


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