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Attualità martedì 03 luglio 2018 ore 13:15

Sei curiosità sul Gioco del Ponte 2018

Ancora vive le forti emozioni dell'ultima edizione del "Gio'o", vinta dalla parte di Mezzogiorno dopo una "bella" da record



PISA — Sono tante le curiosità e gli spunti al termine di un Gioco del Ponte 2018 vissuto intensamente da entrambe le parti, di Mezzogiorno e Tramontana, con la prima che ha saputo prevalere sulla seconda grazie a una strategia vincente e una "bella" da record. Noi ve ne proponiamo sei.

Un ferito. Purtroppo il "Gio'o" si è aperto con un infortunio: prima ancora che iniziasse la sfilata, un addetto al trasferimento dei cavalli è caduto di sella mentre attraversava ponte Solferino. Soccorso dai sanitari del 118, è stato portato in ospedale, fortunatamente non in gravi condizioni.

La strategia vincente. La parte di Mezzogiorno ha fatto di tutto per arrivare allo spareggio fra le "nazionali", evitando gli errori dell'edizione 2017: una strategia che si è rivelata vincente, inziata sin dal primo combattimento quando gli australi hanno scelto il Sant'Antonio come risposta ai Mattaccini di Tramontana. L'incontro si è chiuso in 7'15" a favore degli arancioni.

Sconti impari ma con rispetto per gli avversari più deboli. Tramontana ha accettato di arrivare alla "bella" e cosi si è arrivati al 3-3 con scontri fra squadre di forze assai differenti. Ma nessun incontro è terminato sotto il minuto: segno di grande rispetto della squadra più forte di turno nei confronti degli avversari. Il San Francesco ha vinto sui Delfini in 2'55", il San Marco si è imposto sui Satiri in 2'10", Calci ha battuto i Dragoni in 5'40", le "Aquile" del San Michele hanno piegato i Leoni in 4'50", il San Martino ha sconfitto il Santa Maria in 4'20".

Una "bella" da record. Spettacolo rimandato, dunque, allo spareggio fra le "nazionali", terminato soltanto dopo 25'35" di pura sofferenza per i combattenti chiamati sul ponte. Un tempo record per una "bella" che ha dato ragione a Mezzogiorno, capace di incassare senza retrocedere almeno tre "botte" ordinate da capitan Roberto Biagi, per poi sferrare l'affondo decisivo al momento giusto, ben coordinato da capitan Franco Ceccanti.

Gli sfottò. Immancabili dopo ogni "Gio'o" che si rispetti quelli rivolti dai vincitori ai vinti, che quest'anno si sono concentrati sugli ultimi secondi della "bella". In particolare, battute a non finiere sulle immagini di alcuni forti combattenti di mezzogiorno caduti uno sull'altro sotto la spinta decisiva di Mezzogiorno, mentre capitan "Bob" saliva sul carrello per non essere travolto a sua volta: "Pensava d'essere sul People Mover" ha ironizzato qualcuno, ma la grandezza di un grande capitano quale è Roberto Biagi non viene certo scalfita da un sconfitta, tanto meno da battute del genere.

Non c'è stato il buio. Unico rammarico per i vincitori, i lampioni di Tramontana sono rimasti accesi: sembrano ormai un lontano ricordo i tempi in cui la parte sconfitta restava la buio per l'intera notte. Questioni di sicurezza, a quanto pare, ma mentre a Mezzogiorno impazzava la festa a Borea in luce musi lunghi e facce tristi.


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