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Cronaca venerdì 27 agosto 2021 ore 12:00

Nei cieli di Kabul schivando pallottole

Una aereo C130J della 46a Brigata Aerea all'aeroporto di Kabul

Paura fra profughi afgani e giornalisti a bordo di un C130J della 46a Brigata Aerea per una manovra evasiva compiuta dalla pilota Anna Maria Tribuna



PISA — Momenti di paura su un C130J della 46a Brigata Aerea impegnato nel ponte aereo con Kabul dell'operazione Aquila Omnia, quando la pilota si è vista costretta a una manovra evasiva per evitare alcuni spari di mitragliatrice. L'episodio è stato raccontato da una giornalista che era a bordo del velivolo.

"Spari contro uno dei C130 dell'Aeronautica Militare - ha raccontato la corrispondente di SkyTg24 -. Eravamo a bordo del veicolo, a 4.000 piedi dal terreno, ed avevamo lasciato da una decina di minuti Kabul, quando il comandante, il maggiore Annamaria, ha messo in atto le manovre evasive per non venire colpiti dai colpi delle small arms, mitragliatrici pesanti. A bordo, per alcuni istanti, c'è il panico. Le manovre fanno volare tutti dal pavimento e dai sedili, due volte di seguito, poi il volo prosegue regolarmente. Solo ad Islamabad, dove l'aereo si ferma per il rifornimento, arriva la conferma: ci hanno sparato contro ma non ci hanno colpiti".

Una circostanza, quest'ultima, che è stata subito smentita dall'Aeronautica Militare: "Nessun colpo diretto contro il velivolo C-130J dell’Aeronautica Militare. Il pilota ha effettuato, come previsto dalle procedure operative, una manovra evasiva per proteggere il velivolo e i passeggeri. Nessun ferito e nessun danno riportato dal velivolo".

La pilota del C130J in questione è l'esperta Anna Maria Tribuna, palermitana con oltre 2mila ore di volo con l'aerobrigata pisana, che fu intervistata dall'Ansa nel Dicembre 2020 in occasione dei voli sanitari dei C130J della 46a Brigata Aerea per l'emergenza Covid-19. "Vivo con la valigia sempre pronta - raccontò all'agenzia di stampa -, anche se la sera quando torno a casa spiego a mio marito che non è la stessa: magari la mattina devo andare in missione in Antartide oppure, come pure non di rado è capitato, devo operare il trasbordo di un paziente in fin di vita. Portare a termine operazioni che devono necessariamente essere perfette ha anche piccoli insospettabili costi personali, come banalmente quello della valigia da rifare ogni sera. Ma l'orgoglio e la soddisfazione di aver svolto un servizio che è aiuto concreto alla popolazione, ripaga di tutto".

In 2 settimane le Forze Armate hanno evacuato 4575 afghani, 1062 donne e 1146 bambini, con i velivoli C130J e KC767A. Questa mattina, a seguito degli attentati di ieri sera all'esterno dell'Aeroporto di Kabul, sono previsti gli ultimi voli dell'operazione Aquila Omnia.


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