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Attualità lunedì 04 maggio 2020 ore 15:00

Termoscanner all'ingresso della Scuola Sant'Anna

Da questa mattina la ripresa, parziale e graduale, di alcune attività svolte in presenza all'interno dell'ateneo di eccellenza pisano



PISA — Si apre la “fase 2”, quella della convivenza con il Covid-19, e anche la Scuola Superiore Sant’Anna è pronta a riprendere, in maniera parziale e graduale, alcune attività svolte in presenza. La ripresa è resa possibile grazie all’adozione di linee guida, predisposte dal Comitato tecnico scientifico interno, così da garantire la massima sicurezza e assicurare le migliori condizioni operative, per l’intera comunità e anche per gli esterni che si trovassero nella necessità di fare ingresso nelle strutture.

"La ripresa di alcune attività in presenza - hanno spiegato dalla Scuola - avviene in maniera contestuale con l’entrata in vigore del recente decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (dPCM) Giuseppe Conte che regola la “fase 2” e che trova corrispondenza con il decreto emanato dalla rettrice Sabina Nuti, valido da lunedì 4 maggio". 

Nel periodo di emergenza sanitaria, la Scuola Superiore Sant’Anna non ha mai interrotto la ricerca, la formazione, la terza missione e le attività amministrative, utilizzando modalità come la didattica a distanza e lo “smart working” (modalità a cui la Scuola Superiore Sant’Anna continuerà a fare ricorso), attuando tutte le misure previste per evitare il rischio di contagio da Covid-19, qualora la presenza fisica nei laboratori o in altre strutture si fosse presentata come necessità indifferibile, ad esempio per portare avanti i progetti legati al contrasto della diffusione del virus.

Il decreto firmato dalla rettrice Sabina Nuti indica le attività che possono riprendere in presenza, in maniera graduale, e sono elencate le misure di protezione - individuali e collettive – che devono essere adottate. 

Per citarne alcune, chi entra in una delle strutture della Scuola Superiore Sant’Anna è tenuto a passare dai termoscanner, installati all’ingresso di tutte le sedi, per rilevare la temperatura corporea, verificando che sia inferiore rispetto a quella indicata nel dPCM in vigore. Una novità riguarda il ricorso del triage su smartphone, attivabile soltanto in maniera volontaria. Basta fotografare il QR Code o digitare un indirizzo internet per vedersi porre alcuni quesiti sul proprio stato di salute. A seconda delle risposte, arriverà come risposta un semaforo verde o rosso, dando il via libera, o meno, per l’ingresso.

Durante la permanenza alla Scuola Superiore Sant’Anna, chiunque sarà tenuto a indossare sempre una mascherina protettiva, a mantenere la distanza di almeno 1 metro e 80 centimetri (qualora l’attività di ricerca richiedesse un contatto più ravvicinato è obbligatorio indossare la mascherina di tipo FFP), a lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica. In maniera parallela, restano numerose le attività che proseguono online: dalla didattica allo “smart working”, modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa del personale tecnico amministrativo almeno fino a domenica 17 maggio compresa.

“Le misure in vigore da lunedì 4 maggio – ha commentato la rettrice Sabina Nuti – non costituiscono soltanto la risposta verso un obbligo imposto, ma sono da considerarsi espressione di quel senso di responsabilità nel farsi carico della sicurezza e della salute di tutte e tutti coloro che fanno parte della nostra comunità. Le indicazioni operative sulle misure preventive e le norme di comportamento, di protezione individuale e collettiva, si avvalgono di tutti i supporti tecnologici previsti e possono contare, ripeto, sul senso di responsabilità e di coinvolgimento di ogni componente della Scuola Superiore Sant’Anna, a cui è stato rivolto l’invito a dare il suo personale contributo per individuare e implementare le soluzioni più efficaci per contrastare l’epidemia di Covid-19. Le nostre misure costituiscono il punto di partenza per il primo periodo di rientro alla Scuola Superiore Sant’Anna, la cui priorità è continuare la sua missione e impegnarsi nel mettere a disposizione del nostro Paese – conclude Sabina Nuti - le proprie competenze e capacità per contribuire a un processo di rilancio economico, sociale e culturale”.

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