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Spettacoli domenica 02 febbraio 2014 ore 21:44

Pisa, una cerimonia e un giardino per ricordare il Giusto fra le Nazioni Angelo de Fiore

Fu anche questore di Pisa. Ora "è un esempio e un modello per tutti noi". Continuano le celebrazioni per il Giorno della Memoria



PISA — Questa mattina a Pisa, nell’ambito delle manifestazioni per celebrare il Giorno della Memoria, è stato commemorato il Giusto fra le Nazioni Angelo de Fiore, alla presenza del figlio Paolo de Fiore, ex presidente del Tribunale di Roma. Alle 11,30 in questura è stata scoperta una targa commemorativa.
Alla cerimonia in onore di quello che fu anche questore di Pisa c'erano anche il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza, l’Ambasciatore d’Israele in Italia Naor Gilon, del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Alessandro Pansa, del Sindaco di Pisa Marco Filippeschi, del Presidente della Provincia Andrea Pieroni, del Prefetto di Pisa Francesco Tagliente, del Questore di Pisa Gianfranco Bernabei, degli Onorevoli Federico Gelli e Paolo Fontanelli, dei Questori della Toscana e dei Vertici provinciali e regionali delle altre Forze di Polizia e di altre autorità e personalità.
“Il coraggio di Angelo de Fiore – ha ricordato il questore Gianfranco Bernabei – guiderà il nostro impegno quotidiano a difesa della libertà contro ogni illegalità”. La sua storia lancia un messaggio ideale alle generazioni delle donne e degli uomini della Polizia di Stato che lo hanno seguito con l’augurio che sappiano interpretarne, nelle mutate condizioni storiche della nostra epoca il senso più autentico.

Prendendo la parola Paolo de Fiore ha ricordato la figura del padre con parole che hanno suscitato una commozione ed ammirazione generale. “Angelo de Fiore, con la sua testimonianza di vita, il suo spirito di servizio e i suoi valori etici e morali che portò con coerenza fino in fondo – ha detto l’Ambasciatore d’Israele – costituisce un esempio e un modello per tutti noi”.

“E può sicuramente essere una figura di riferimento – ha proseguito Naor Gilon – anche per tutti noi servitori dello Stato di oggi, sia qui in Italia sia da noi in Israele, in particolare per tutti i componenti, responsabili e non, delle forze dell’ordine e delle forze armate, per l’importante e oneroso servizio che hanno scelto di svolgere”.

“Quello di Angelo de Fiore è un modello di poliziotto che mi piace e può essere ancora oggi molto attuale – ha detto il Capo della Polizia Alessandro Pansa – e che durante l’occupazione nazista, da funzionario dell’ufficio stranieri della Questura di Roma, salvò centinaia di ebrei dalle mani della Gestapo. Una sorta di obiezione di coscienza che non ha meno valore di chi, in quegli anni, scelse di combattere il nazismo imbracciando le armi. Angelo de Fiore applicò la sua etica, la sua moralità, contro determinazioni inumane, e lo fece continuando a servire lo Stato e facendo il proprio dovere. Il suo – ha concluso il Prefetto Pansa – è un modello di poliziotto che non tramonta e che ancora oggi deve essere preso ad esempio per servire il Paese e la legge, rispettando la propria coscienza”. Il Ministro Carrozza ha concluso gli interventi esprimendo la gratitudine per tutti coloro che hanno promosso questa giornata: “Sono fiera di questa commemorazione. Durante il semestre europeo a guida italiana porteremo avanti iniziative per far sì che anche il resto d’Europa coltivi la memoria contro ogni rigurgito antisemita e di razzismo”.

Subito dopo, nell’area verde Porta della Città, antistante l’aeroporto di Pisa Galileo Galilei, è stato intitolato un giardino ad Angelo de Fiore e sulla stessa area è stata scoperta una scultura per rendere omaggio alla memoria del Compianto Questore.

Il Prefetto Francesco Tagliente, chiamato a presentare la scultura denominata “La Giustizia”, ha sottolineato come solo il maestro Rolando Stefanacci, massima espressione della scultura nella provincia di Pisa, avrebbe saputo interpretare e realizzare una scultura per il “Giusto fra le Nazioni” Angelo de Fiore, aggiungendo che la scelta del luogo ove è stata collocata è stata fortemente voluta dal Questore Gianfranco Bernabei. Si tratta di un’imponente scultura di travertino del peso complessivo di circa 20 quintali, costituita da due parti: la base, lunga 160 cm, alta 70 cm e profonda 50 cm, e l’opera stessa, alta 160 cm.

L’opera si compone di una struttura che sorregge un uovo. Su un lato è raffigurato un libro aperto con l’immagine del sole con sette raggi e, in entrambe le pagine del libro, è scolpita in basso rilievo l’espressione “pace pace”.

L’altra facciata è dedicata alla rappresentazione di due forze, la materia e l’energia, raffigurate da due sfere racchiuse in una piramide, alla cui estremità un’ulteriore sfera simboleggia la creatività. el centro di quest’ultima sfera si notano due frecce: quella diretta verso il basso indica la materializzazione del mondo naturale, quella diretta verso l’alto indica invece il mondo animico divino.

Al centro della piramide una bilancia rappresenta il perfetto equilibrio universale: la Giustizia.

Il maestro Stefanacci, originario di Vernio, da oltre venti anni risiede a Monteverdi Marittimo, Comune di cui è cittadino onorario e dove, nella storica villa “Le Querciole”, ha realizzato un laboratorio e una scuola per giovani scultori e ceramisti; le sue opere sono ammirate in piazze, parchi e grandi alberghi di tutto il mondo. 

LAPIDE ANGELO DE FIORE - Rete8VGA - 15/giu/2012


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