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Attualità martedì 02 febbraio 2021 ore 10:13

Tangenziale Nord-Est, Legambiente contraria

Un progetto preliminare della Tangenziale nord est

Critiche dall'associazione ambientalista in vista dei lavori per i lotti 1 e 2 della strada di collegamento fra Madonna dell'Acqua e Cisanello



SAN GIULIANO TERME — A breve si dovrebbe aprire il cantiere per la realizzazione dei tratti 1 e 2 della tangenziale Nord-Est fra l’Aurelia, in località Madonna dell'Acqua, e l’ospedale di Cisanello. Un'opera in parte attesa e in parte discussa, con Legambiente che si aggiunge al coro dei perplessi.

"Questa è l’occasione per riflettere sull’opera nel suo complesso - scrivono da Legambiente Pisa -, del suo impatto sulla mobilità e sull’ambiente della piana, su quali benefici e quali danni per Pisa. I benefici previsti dai proponenti riguardano una riduzione del traffico cittadino di attraversamento, spostato su una tangenziale con la possibilità di entrare in città dalla via più opportuna. Ma i benefici sono illusori mentre i danni sono molti e diversi".

"Il traffico veicolare che pesa sulla città di Pisa non è dovuto ai flussi di attraversamento - argomentano dall'associazione ambientalista -, ma al numero eccessivo di auto che penetrano nel tessuto urbano nel tentativo di raggiungere il cuore della città. Non solo: la possibilità di aggirare il centro urbano è già garantito dalla viabilità esistente da Cisanello a via del Brennero, mentre per il restante tratto sarebbero sufficienti interventi più modesti. La “nuova viabilità“ persegue l’illusione che nuove strade favoriscano la mobilità, consentendo flussi più veloci. È dimostrato, invece, che l’unico modo per ridurre il traffico è ridurre il numero dei mezzi privati in circolazione, con una politica urbanistica e della mobilità che favorisca trasporto pubblico e mobilità “attiva” (bici e piedi)". 

"Per questo obiettivo - suggeriscono da Legambiente - potrebbero essere utilizzati gli ingenti capitali (circa 70 milioni già previsti nel 2007) destinati a questa opera. La tangenziale nella forma proposta mette a rischio ambiente e qualità della vita di tutti noi. L’ultimo allarme lo lancia autorevolmente l’Arpat: il percorso previsto in prossimità del quartiere I Passi innalzerebbe il livello sonoro di 16 dB(A) oltre i limiti di legge; cioè il traffico porterebbe il livello sonoro a un valore oltre 32 volte superiore a quanto previsto dalla legge. È questo un dato che, da solo, dovrebbe indurre all’abbandono del progetto".

"La tangenziale sarebbe il cavallo di Troia per nuovo consumo e impermeabilizzazione del suolo - concludono -: porterebbe nuovi insediamenti commerciali e residenziali, favorendo l’esodo dalla città verso la campagna. La “città diffusa”, che allontana i cittadini da servizi, lavoro e persone, impone poi l’uso del mezzo privato: il miglior modo per aumentare il traffico.
Con la tangenziale si aprirebbe inoltre una lunga ferita da est a ovest che dividerebbe in due la piana, separando località ora contigue. Vicini di casa si troveranno lontani. Il taglio della pianura deturperebbe il paesaggio rurale tra Pisa e San Giuliano. Impossibile non pensare all’inevitabile danno visivo, se non strutturale, portato all’Acquedotto Mediceo. La bellezza della piana tra città e monte è un bene comune che ha anche un valore economico, un bene da conservare e non rovinare definitivamente".

Per Legambiente Pisa è dunque "necessario affrontare emergenze ambientali secondo nuove prospettive per il futuro e scelte immediate che rispettino gli equilibri ambientali. Molte cose sono cambiate: ad esempio, uno studio del CNR dimostra che la popolazione pisana oggi è favorevole a una politica di “mobilità sostenibile”. Percorsi pedonali sicuri, una rete di piste ciclabili, un buon trasporto pubblico, la condivisione dell’auto e altre tecniche innovative possono fare a meno di nuovi nastri di asfalto che dividono e non uniscono persone e luoghi".

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