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Cronaca sabato 01 febbraio 2014 ore 15:25

Stato di emergenza e un sostegno subito dalla Toscana

Rossi annuncia che lunedì la giunta approverà una legge in questo senso. Ruspe a Roffia per ripristinare gli argini



PISA — Stato di emergenza per le zone colpite dall'alluvione. La giunta regionale lo chiederà nella seduta di lunedì, che approverà anche una legge per dare un sostegno immediato alle popolazioni colpite e che prevede un finanziamento fino a 5mila euro per le famiglie con reddito Isee fino a 36mila euro. Intanto le ruspe stanno arrivando a Roffia, per ripristinare gli argini e completare le casse di espansione.

Nel corso delle visite di questa mattina con amministratori e tecnici, il presidente Rossi ha valutato le necessità e gli interventi più urgenti. "A San Miniato – ha detto il presidente - la Regione finanzierà con 2 milioni di euro un intervento di somma urgenza per la messa in sicurezza degli argini e il completamento dalla cassa d'espansione di Roffia. Oltre ad approvare la dichiarazione di stato d'emergenza per le zone colpite e alla legge per dare un sostegno immediato alle famiglie colpite, chiederemo al governo di mettere un po' di soldi per la sicurezza idraulica. Servirebbero almeno 2 miliardi, che potrebbero essere recuperati dal rientro dei capitali illegalmente esportati all'estero. Noi, in Toscana, con le sole nostre forze, dal 2010 a oggi, abbiamo fatto interventi di prevenzione per 250 milioni. Se il presidente del consiglio Letta ci desse una mano, nel 2014 potremmo fare investimenti per ulteriori 100 milioni".

L'ordinanza di evacuazione preventiva nella frazione di Roffia nel comune di San Miniato, è stata revocata stamani dal sindaco Vittorio Gabbani. Gli argini della cassa di espansione hanno retto e il livello dell'Arno risulta in diminuzione.

"Ancora una volta piove, l'Italia si allaga e frana – ha ricordato Rossi – ma la buona politica deve reagire. Per la sicurezza e la tutela del territorio occorre passare dall' emergenza alla prevenzione. Noi, in Toscana, non siamo stati fermi e abbiamo fatto le scelte fondamentali, realizzando un cambiamento politico e amministrativo".

Il presidente ha quindi ricordato tutte le misure che la Regione ha messo in campo per la prevenzione del rischio idraulico. Nel 2011 è stato istituito il divieto di edificazione assoluta nelle aree ad elevato rischio idraulico, oltre mille chilometri quadrati, pari al 7% del territorio pianeggiante della regione. La giunta ha poi varato la nuova legge sul governo del territorio che vieta l'edificazione nelle aree agricole, che è ora all' approvazione del consiglio regionale. Ancora, proprio in questi giorni, la giunta ha dato il via libera al piano paesaggistico, che ora andrà in consiglio regionale. Con legge regionale,poi, si sono riordinate le competenze sui corsi d' acqua ed è ora chiaro a chi spetta la responsabilità della manutenzione.

"Nonostante i tagli che abbiamo subito – riassume Rossi - in questi cinque anni abbiamo attivato, senza aiuto dello Stato centrale, 250 milioni di euro in interventi di prevenzione e messa in sicurezza. Se anche il governo e il parlamento avessero fatto come noi, tutta l' Italia avrebbe realizzato una svolta sul tema del governo del territorio. Ma, come si vede, il dibattito politico in questi giorni in gran parte si è arenato sui 'puntini' e, davvero, c'è da chiedersi fino a quando certa politica potrà abusare della pazienza dei cittadini".

Rossi ha poi informato che ieri sera lo ha chiamato il primo ministro Letta per informarsi della situazione in Toscana e dare la sua disponibilità a fare quanto possibile. "Mi ha fatto piacere la sua telefonata. Gli scriverò una lettera sui punti sopra descritti e gli chiederò di valutare l' opportunità di fare altrettanto a livello nazionale. Soprattutto mi aspetto che il governo e il parlamento stanzino almeno un paio di miliardi all' anno per la messa in sicurezza del territorio. L'Europa capirà e i soldi si possono trovare cercandoli nell' evasione fiscale e nei capitali portati illegittimamente all' estero".


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