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mercoledì 20 febbraio 2019

Cronaca lunedì 30 giugno 2014 ore 20:25

Sulla variante "Avevamo ragione noi"

Dopo le osservazioni della Regione, alcuni consiglieri chiedono al sindaco di fermare l'iter e "sedersi al tavolo con l'opposizione per le modifiche"



CASCINA — "La variante al Regolamento Urbanistico, le osservazioni della Regione Toscana, il consumo di suolo, le promesse disattese e un progetto tecnico e politico fallito. Forse avevamo ragione noi". Comincia così la lunga lettera aperta inviata al sindaco di Cascina Alessio Antonelli dai consiglieri comunali Michele Parrini, Alfio Turco, Marcello Biasci, Mario Biasci, Rosario Mirabile e Massimo Tonelli. 

"Lunedì 23 giugno - scrivono - sono scaduti i termini per la presentazione delle osservazioni alla Variante al RU e a parte la fila che gli utenti sono stati costretti a fare sino oltre le tredici con il conseguentemente lavoro oltre modo ridondante che l’unica addetta dedicata è stata costretta a svolgere, il dato più clamoroso è stato determinato dalle osservazioni formulate e presentate anche dalla direzione
generale Governo del Territorio, settore Pianificazione, della Regione Toscana.
Una voce terza, imparziale, incontrollata ed incontrollabile dal punto di vista politico, che quindi valuta – ed ha valutato – gli atti di Governo sulla base delle norme e di quello che dagli atti stessi effettivamente emerge".
Nel documento, secondo i consiglieri, è stato rilevato che la variante “riconferma alcune previsioni di notevole estensione che comportano un consistente nuovo consumo di aree agricole o con valore di presidio ambientale in alcuni casi occupando importanti elementi di discontinuità tra gli insediamenti e coni visivi aperti verso il territorio agricolo”.

Nello specifico di Casciavola, Ripoli, Ospedaletto, Laiano e la Cittadella dello Sport. "Anche sul capitolo consumo zero di nuovo territorio, la Regione chiede conto del fatto di non avere verificato se e come tutto quel consumo di suolo sia compatibile con la tutela degli spazi rurali, con la tutela degli spazi inedificati e l’evitare gli effetti di saldature che possano ridurre i varchi di connessione tra pianura e monti pisani".

Per quanto riguarda, poi, le due aree di espansione della zona produttiva di Navacchio, la Regione rileva che queste “interferiscono con il sub-sistema ambientale del Fosso Vecchio” per il quale gli strumenti urbanistici riconoscono “il valore di area agricola di valenza ambientale” prevedendo pertanto “il
mantenimento dell’assetto agrario esistente, della viabilità poderale, delle alberature”.

In buona sostanza, secondo i consiglieri, "contrariamente a quanto ci è stato più volte raccontato in Commissione, a noi sembra chiaro che la Regione non abbia dato un giudizio positivo al progetto di variante, anzi, il tenore esplicito richiama piuttosto al rispetto di criteri di salvaguardia e messa in sicurezza del territorio".

Secondo i consiglieri, però, "Forse un passaggio in extremis è ancora possibile, un pezzo importante del progetto può essere ripreso e rianalizzato, ovviamente alla luce di quanto osservato e di quanto, a diverso titolo, non condiviso da tutte le posizioni politiche in consiglio comunale.

Le chiediamo, sindaco, di interrompere l’iter di questo progetto di variante, che a nostro avviso è comunque destinato ad arenarsi e di sedersi al tavolo con le forze di opposizione per discutere e concordare le modifiche che potrebbero invece portare ad un altro più sostenibile dal territorio e dalla cittadinanza tutta.
Siamo pronti a sederci tutti a questo tavolo e porre al centro il solo ed esclusivo interesse della collettività e del nostro territorio".



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