Sport Martedì 07 Luglio 2026 ore 08:30
Tiro a Segno, l'allarme parte da Pisa, "Così rischiamo di sparire"

Le sezioni toscane denunciano i rischi del decreto di riordino UITS: costi, centralizzazione e possibile chiusura dei presidi locali storici
PISA — Le sezioni toscane del Tiro a Segno Nazionale lanciano l'allarme sul recente decreto legge che interviene sul riordino dell'Unione Italiana Tiro a Segno. Secondo i rappresentanti dei TSN, il provvedimento rischia di mettere in difficoltà una rete storica composta da 260 sezioni in Italia, di cui 21 in Toscana, tra cui Pisa, Cascina, Pontedera, Lucca, Livorno, Firenze, Siena, Massa Carrara, Arezzo, Grosseto, Pistoia e Prato. A renderlo noto è Maria Cristina Fratianna, presidente del Tiro a Segno Nazionale (TSN) sezione di Pisa, che ha contattato la nostra redazione.
Il tema riguarda l'articolo 8 del decreto-legge del 26 Giugno 2026, che separa le funzioni istituzionali da quelle sportive e introduce una gestione più centralizzata degli impianti. Una riforma che, secondo le sezioni, potrebbe pesare soprattutto sulle realtà più piccole, spesso sostenute dal lavoro dei volontari.
"Al Tiro a Segno Nazionale non si educa alla violenza. Si educa al contrario. Si insegna che un'arma non è un gioco, non è uno sfogo, non è uno strumento di offesa. È uno strumento che, nei limiti della legge, può appartenere allo sport, al servizio, alla sicurezza e alla difesa. Mai all'attacco.", scrive Fratianna.
La preoccupazione riguarda anche l'introduzione dell'Ispettore UITS, figura che dovrà essere presente nelle attività di addestramento e certificazione. Il compenso previsto può arrivare fino a 36mila euro annui lordi, a carico dei bilanci delle sezioni. Per molte realtà locali, secondo i promotori dell'appello, sarebbe un costo difficile da sostenere.
"Per una grande struttura questi costi possono forse essere assorbiti. Per una piccola Sezione, invece, possono diventare insostenibili. Molti TSN vivono grazie al volontariato."
Da qui la richiesta di correggere il decreto, senza bloccare il processo di riforma. "Riformare sì. Svuotare i territori no."
Michele Bufalino
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