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Politica sabato 29 novembre 2014 ore 10:36

Regionali, i civatiani giocano la carta Modica

L'ex rettore della Normale è il candidato su cui la sinistra Pd punta per sfidare Rossi. La decisione sulle primarie nell'assemblea del 13 dicembre



FIRENZE — Volevano un nome di prestigio che riuscisse a convogliare un numero sufficiente di firme tali da poter richiedere, a norma di statuto, le primarie interne al Partito Democratico. E così, in vista delle prossime elezioni regionali, i civatiani toscani hanno deciso di puntare su Luciano Modica, ex rettore della Scuola Normale di Pisa ed ex sottosegretario all’università e ricerca nel secondo governo Prodi, come possibile sfidante al presidente uscente Enrico Rossi.

La notizia era già circolata da qualche giorno e stamani il coordinatore toscano dei civatiani Filippo Gallo l'ha ufficializzata sull'edizione fiorentina di Repubblica. "Sentivamo la necessità di una candidatura autorevole - spiega - che non fosse di bandiera ma utile ad aprire un dibattito sul governo della nostra regione e crediamo che il professor Modica risponda a queste caratteristiche".

L'ex rettore, già un paio di settimane addietro, si era pubblicamente schierato contro l’investitura diretta di Rossi il quale dal canto suo aveva detto di essere "pronto" alle primarie se dall'assemblea del partito fosse arrivata questa richiesta. Parole in linea con quelle del segretario regionale Dario Parrini che, dopo aver inizialmente confermato la linea della candidatura diretta, si era a sua volta detto disponibile alle primarie qualora la candidatura alternativa a Rossi fosse sorretta dal numero di firme previsto dallo statuto.

La "conta" è fissata al 13 dicembre, nell'assemblea regionale che si terrà a San Donnino. Per arrivare alle primarie servono almeno 150 firme raccolte tra i circa 500 componenti dell’assemblea regionale o, in alternativa, la firma del 15% degli iscritti. Numeri che, dati alla mano, la corrente civatiana da sola non ha a disposizione ma, assicura Gallo, "proveremo a perseguire entrambe le strade". Sperando magari di intercettare i mal di pancia di chi, tra le altre anime del partito, non ha digerito fino in fondo la ricandidatura diretta di Rossi decisa in primis dal presidente del Consiglio e segretario nazionale del Pd Matteo Renzi.


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