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martedì 16 luglio 2019

Attualità venerdì 22 febbraio 2019 ore 10:46

I robot che imitano i microrganismi acquatici

Si potranno adattare agli ambienti più diversi. Per la ricerca pubblicata sulla rivista Nature Physics ha collaborato la Scuola Sant'Anna di Pisa



PISA — Robot flessibili, come un microrganismo acquatico, capaci di muoversi in ambienti difficili, perfino all'interno del corpo umano. E' lo scenario descritto dalla ricerca pubblicata sulla rivista Nature Physics e nata dalla collaborazione fra Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa) di Trieste, Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, Istituto nazionale di Oceanografia e di GeofisicaSperimentale (Ogs) e Università Politecnica della Catalogna

Sotto la guida di Antonio De Simone, della Sissa e dell'istituto di Biorobotica della Scuola Sant'Anna, e Marino Arroyo, dell'Università Politecnica della Catalogna, hanno analizzato i movimenti dell'organismo unicellulare chiamato Euglena.

Combinando osservazioni sperimentali e modelli matematici, i ricercatori hanno dimostrato come le deformazioni del corpo permettano al microrganismo di avanzare con maggiore fluidità.

"I biologi - ha rilevato De Simone - possono finalmente porre la questione di come questi diversi stili si adattino alla storia evolutiva di Euglena. Ora sappiamo che è un organismo unicellulare strisciante capace di muoversi con estrema efficienza in ambienti confinati. Tuttavia rimane ancora poco chiaro se e come gli organismi unicellulari usano questa capacità nel loro ambiente naturale". 

L'involucro di questo microrganismo è diventato fin da adessoun modello per la robotica. "L'involucro di Euglena, composto da sottili strisce elastiche collegate a motori molecolari, sipresenta - ha detto Arroyo - come una meraviglia ingegneristica ed Euglena sembra ispirarsi al principio di intelligenza incarnata, un nuovo paradigma secondo cui un robot flessibile può rispondere in modo affidabile a richieste complesse sfruttando la sua adattabilità". Robot coem questi, conclude De Simone, "potrebbero essere concepiti per muoversi in ambienti articolati come terreni, detriti e persino dentro il corpo umano".



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