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Unipi entra in MIRRI, rete microbica UE

L’Ateneo aderisce a MIRRI e porta nella rete la sua collezione: lieviti da impasti acidi toscani e Kombucha, più funghi e batteri



PISA — L’Università di Pisa aderisce a MIRRI (Microbial Resource Research Infrastructure), la rete paneuropea di infrastrutture di ricerca dedicata alle risorse microbiche. L’obiettivo è rafforzare la tutela della biodiversità microbica, con attività che vanno dalla conservazione alla caratterizzazione e alla distribuzione della diversità di microrganismi, affiancate da ricerca avanzata sul microbioma e trasferimento biotecnologico verso mercato e società.

La professoressa Monica Agnolucci, referente di Ateneo, ha detto: “L’adesione alla rete MIRRI consentirà all’Ateneo pisano di sostenere la produzione scientifica, far crescere l’interdisciplinarietà, produrre pubblicazioni ad alto impatto, stimolare collaborazioni tra ricercatori provenienti da tutta Europa e generare innovazione e sviluppo tecnologico”. Agnolucci ha aggiunto: “Grazie a questa partecipazione l’Università di Pisa avrà modo di far conoscere e valorizzare la propria collezione microbica a livello nazionale e Europeo, interagire e cooperare con gli altri enti affiliati e rappresentare un riferimento per gli stakeholders interessati al trasferimento biotecnologico nei settori alimentare, agronomico e ambientale”.

Insieme ad Agnolucci, rappresenteranno l’Ateneo nell’Assemblea generale la professoressa Manuela Giovannetti e la dottoressa Chiara Caccamo, mentre nel Comitato Scientifico siederanno la professoressa Alessandra Turrini e il professore Luciano Avio.

L’Università di Pisa metterà a disposizione una parte della collezione microbica custodita nei laboratori di Microbiologia agraria, alimentare e ambientale. Agnolucci ha precisato: “L’Università di Pisa conferirà parte della propria collezione microbica, mantenuta presso i laboratori di Microbiologia agraria, alimentare e ambientale, principalmente rappresentata da lieviti funzionali isolati da alimenti e bevande fermentati tradizionali, tra cui lieviti isolati da impasti acidi toscani e dalla bevanda Kombucha prodotta in Toscana, e funghi benefici micorrizici che stabiliscono simbiosi con le radici della maggior parte delle piante coltivate, batteri biostimolanti”.


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