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sabato 10 dicembre 2016

JAZZ CORNER — il Blog di Leonardo Boni

Leonardo Boni

LEONARDO BONI - Un giovane economista, appassionato di basket che nei timeout coltiva un grande interesse per la musica e per il jazz.

Chet Baker - My Funny Valentine

di Leonardo Boni - lunedì 09 febbraio 2015 ore 23:04

Questo è uno dei lavori più importanti e più riconosciuti nella carriera di Chet Baker, e quasi ce ne stavamo dimenticando, visto che siamo in aria di San Valentino.

My Funny Valentine è un altro tassello del Jazz Corner, una delle pietre miliari nel nostro portafoglio ideale di musica.

Sì, perché oltre ad aver avuto importanti riconoscimenti dalla critica, si tratta di un lavoro assolutamente di rilievo, che vede Chet Baker al culmine della propria carriera. L’interpretazione di My Funny Valentine (canzone) supera ogni tipo di logica, concetto ed immaginazione.

Non tanto perché la sopraffina abilità di suonare la tromba lo contraddistingue dagli altri, ma per la sua voce ancora innocente, leggera, quasi femminile ma che commuove e trascina verso il prossimo pezzo.

Chet Baker crea un senso di abbandono, quasi a perdere i sensi, di fronte ad un elisir per orecchie inquinate.

L’album presenta un mix di voce e tromba di una qualità artistica inimmaginabile. La scaletta è perfettamente scelta per non stancare e per incuriosire pezzo dopo pezzo. Ci si aspetta un Chet Baker che suona o che canti… e quasi non ci interessa molto.

Come non segnalare Let’s Get Lost, icona dell’artista, e sigla di una vita passata tra depressioni, successi, riconoscimenti, eccessi e droghe. Ma senza tutto questo, la leggenda non sarebbe potuta divenire testimonianza concreta di un’artista che metteva il cuore nella voce e nel fiato che soffiava leggero in quella tromba. Per farvi un’idea, guardatevi il documentario più famoso sulla sua vita, che prende il titolo proprio da questa canzone.

Il pezzo è un breve overview di quello che è Chet Baker, un po’ suona, un po’ canta, molto swing, ma sempre innocente, dolce e leggero. Sembra quasi incredulo di rappresentare un movimento jazz e tale incoscienza lo rende libero di poter esprimere quello che forse, la vita, gli ha sempre ostacolato.

Se ascolti qualcosa di Chet Baker, entri dentro di lui, e lo percepisci come pochi altri artisti. Il suo disagio esistenziale lo portò negli anni alla schiavitù verso le droghe, proiettando la musica come unica risorse per procurarsi soldi e droghe, droghe e soldi. Un circolo vizioso che inevitabilmente produceva la sua rovina e creava in lui la leggenda che divenne e che sempre sarà.

Leonardo Boni

CHET BAKER - My Funny Valentine - vladimirsmartins - 11 marzo 2009
Chet Baker "Let's get lost" - Beatriz - 22 maggio 2012

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