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domenica 31 luglio 2016

JAZZ CORNER — il Blog di Leonardo Boni

Leonardo Boni

LEONARDO BONI - Un giovane economista, appassionato di basket che nei timeout coltiva un grande interesse per la musica e per il jazz.

Remy Shand - The Way I Feel

di Leonardo Boni - martedì 29 luglio 2014 ore 10:11

Se esiste una meteora nella storia della musica contemporanea, questa è Remy Shand. Una delle meteore più eccellenti, un musicista incredibile che ha lasciato al pubblico un solo, enorme, potentissimo e ricchissimo album, "The Way I Feel".

Polistrumentista, ha registrato praticamente ogni canzone quasi da solo, suonando dal basso, alla chitarra, al piano, alla batteria in certi casi. E la voce? Ti entra dentro.. prova a sentire "Burning Bridges" come attacca il ritmo, un falsetto venuto male..diresti. Ma non un falsetto alla Mick Jagger, questa è la sua vera voce. Ed è assolutamente Soul. Ma è nero? No, bianco come la neve... Sarà almeno americano? No, canadese. ed è sempre più incredibile, più che lo senti, più che non ci credi.

La chitarra la suona alla Nile Rodgers degli Chic, quindi ha il Jazz-Funk dentro che gli scoppia.

Quello che più ti colpisce di Remy Shand è la delicatezza, la dolcezza, quasi una certa tenerezza che parte dalla sua voce e finisce per coinvolgere tutta l'architettura musicale, ogni canzone. Smooth, Chillin, si dice in questi casi.

Uscì con questo album 10 anni fa, nel 2003. E la Motown pensò: "Ci siamo, torniamo quelli di un tempo, è la svolta". I presupposti c'erano tutti, il Jazz e il Soul avevano un bisogno estremo di identità, e per la prima volta si ascoltava qualcosa di sconvolgente come Remy Shand, che metteva d'accordo l'improvvisazione con l'anima.

L'emblema è "The Colour Of The Day". Se solo Marvin Gaye fosse vivo.. è rinato l'R&B, con una nuova frontiera del Jazz... ma poi un momento... si sente un organo che irrompe da là dietro, e non è più il Billy Preston della situazione... c'è anche del gospel qui dentro.

Il talento di Remy Shand è difficilmente comparabile. Lo ritengo, con un solo album, un pilastro della New-Motown. Ufficialmente.

E non c'entra "Take A Message", il singolo per il quale è diventato famoso in Italia, che, se non vuoi, è un po la meno ricca di spunti particolari.

E' molto calma, tranquilla diresti.. ma c'è di meglio qua dentro.

Blues ce n'è? "I Met Your Mercy" rimbomba, con l'organo sottilissimo in background, che ci sta troppo bene. Ma il meglio deve ancora arrivare... oh sì, sembra che abbia già detto tutto..

Perchè dopo Rocksteady, deliziosamente ritmata, assolutamente R&B, diresti... ok, le ho sentite tutte... Jazz, Funk, Soul, R&B, Chillout.. cos'altro può riservare un album incredibile come questo..

Una chiusura immensa. Immensa. Con 2 pezzi superbi.

"Looking Back On Vanity" è tutta una sincronia di suoni perfettamente strutturati che portano al ritornello che ti rimane dentro senza pietà. E ancora la sua voce, niente di meglio da abbinarci. Viene fuori la vena malinconica, E poi gli assoli a fine canzone. Li suona tutti lui, perfettamente mixati: piano magistrale, chitarra, wha-wha, sintetizzatore, batteria composta.

Per poi arrivare a "The Mind's Eye". Una di quelle canzoni che dici, perfetta. Semplice. Parte che sembra un pò "Riders On The Storm" e pensi che si mette tutto molto bene. Un soul incredibile, pura Motown aggiornata agli anni '00. Ci tiene a farci capire che sa suonare anche la chitarra, ma non importa Remy, perchè quando al min. 3'54 stacchi e ri-attacchi con il piano elettrico, insieme all'effetto della pioggia che scende leggera, hai già conquistato tutti.

E poi?

Fine, basta. Un album e ciao. Com'è possibile? Sì, e veramente, non si sa più niente di questo artista assurdo. Forse depresso, forse sottovalutato. Rimarrà per sempre nella storia della musica con l'album rivoluzionario. Peccato che in pochi ne abbiano presto spunto. Next.

Leonardo Boni

J'SUN - Remy Shand's "The Way I Feel" - CANADA DAY 2013 at Joe's Pub/NYC - Jeff Breithaupt - 17 luglio 2013

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