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JAZZ CORNER — il Blog di Leonardo Boni

Leonardo Boni

LEONARDO BONI - Un giovane economista, appassionato di basket che nei timeout coltiva un grande interesse per la musica e per il jazz.

Eric Clapton - Clapton

di Leonardo Boni - martedì 14 ottobre 2014 ore 22:31

Clapton è il titolo dell’album. Non un album qualunque, non uno dei tanti nell’infinita carriera di uno dei chitarristi più bravi al mondo. Potrebbe sembrare così, sinceramente e so che in tanti, quando vedono uscire l’ennesimo album di Eric Clapton pensano che sia sempre, più o meno, il “solito” album.

Ma quando un artista chiama un album con il proprio cognome (d’arte.. in questo caso..), interessatevene. Sempre. Perché molto probabilmente sarà una collezione di canzoni intima, senza fronzoli, che rappresenta interamente la personalità dell’artista.

Questo è Clapton, l’ennesimo album, ma che presenta sfaccettature uniche per capire in fondo l’artista. Non basta fermarsi ad Unplugged, ai Bluesbreakers, ai Derek and the Dominos… Clapton è l’album che il chitarrista ha voluto più fortemente di tutti. In pochi lo sanno. Come in pochi sanno della sua vena jazz, che qui emerge come mai avvenne prima.

Se vi aspettate Crossroads, Layla, o altri grandi classici simili, avete sbagliato approccio. Partite dal presupposto che questo è un album jazz, e poi viene il talento di Eric Clapton. Cercate di immaginare il suo tocco lento, la sua precisione negli accordi e nei riff… metteteci Wyston Marsalis a strombazzare qua e là… e due spazzole che si adagiano sui piatti… Ne viene fuori un grande disco.

Sono tutti grandi successi dell’American Songbook, niente di composto “from scratch” da Eric, ma si tratta di canzoni a lui care, le sue canzoni preferite.

Tra le canzoni che vorrei segnaralare c’è una blueseggiante Rockin Chair, tanto per ribadire che il blues, in Clapton, non è una costruzione artificiale, ma fa parte del suo istinto.. ed è fantastica.. con l’aiuto di Derek Trucks, figlio dello storico batterista degli Allman Brothers Band, e ottimo chitarrista che lo segue sempre in tour..

C’è una lenta e rilassante How Deep Is The Ocean, che ti arriva al cuore, direttamente, con una chitarra leggerissima e una voce penetrante, tipica dell’ultimo Clapton.

Poi.. per un gran finale.. c’è Autumn Leaves, che vale tutto il cd, da sola. Ho sentito tante versioni di questo classico, di Chet Baker, di Frank Sinatra, di Tony Bennett… ma quella di Eric Clapton è outstanding. Veramente il miglior modo per chiudere un album. Parte un pianoforte, con la voce grave di Clapton, le spazzole che accarezzano i piatti.. e sembra fiinire così.. finchè non inizia un assolo di circa 3 minuti, ovviamente la fonte è l’elettrica di Clapton. Un assolo alla David Crosby, per la tonalità del suono, ma che mostra tutto il talento di Eric in 3 minuti, più di Layla, più di Old Love.

L’album finisce, e sei più contento. 

Hai appena ascoltato qualcosa di allucinante per le tue orecchie. 

E lo hai ascoltato adesso, in autunno, il periodo in cui ascolto sempre Clapton… provate anche voi.

Leonardo Boni

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