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martedì 28 giugno 2016

JAZZ CORNER — il Blog di Leonardo Boni

Leonardo Boni

LEONARDO BONI - Un giovane economista, appassionato di basket che nei timeout coltiva un grande interesse per la musica e per il jazz.

Nicola Conte, geniale underground

di Leonardo Boni - giovedì 17 settembre 2015 ore 19:34

Nicola Conte è un tipo snob. Snob è la sua musica, snob è il suo approccio al jazz. è lui insomma. Perchè è dannatamente geniale, capace, intelligente. Chitarrista, DJ, arrangiatore, bandleader, produttore..

Ho parecchi amici pugliesi, e spesso è gente che non ha mezze misure. O bene bene, e molto bene, o male. Nicola Conte, pugliese, di Bari, fa parte dello stra-bene. Da 10 anni sforna album e nuovi artisti , uno migliore dell'altro, non solo confermandosi ma migliorandosi ogni volta.

Dico che è snob perchè offre tutto il suo talento e le sue capacità ad un pubblico attento e ricercato, quasi disinteressato ai riflettori. Tutti almeno una volta abbiamo sentito nominare Nicola Conte, ma poi, finita lì. E a lui basta così. Come tutti gli artisti underground, vogliono essere i migliori ma nei loro ambienti, per non essere contagiati da cattive influenze di massa.

"Other Directions" è il suo secondo lavoro. Importante, perchè è stata la conferma, dopo "Jet Sound", che il jazz italiano stava vivendo un periodo di grande fermento artistico. A fargli da spalla grandissimi musicisti: uno su tutti, Fabrizio Bosso, talentuoso trombettista, più Chet Baker che Miles Davis.

Un lavoro elegante, improntato sulle grandi capacità interpretative della bossanova. Uno dei massimi interpreti del momento, incredibilmente non compreso dal mercato americano, nonostante le sue pazzesche dimostrazioni di innovazione.

Nicola Conte dà una nuova vita al Jazz, mischiandolo con una base sempre presente di bossanova, intrusioni afro specialmente nelle percussioni, e sprazzi quà e là di suoni orientali. Si sente però che nasce con una impostazione jazz classica. Ne ascoltava di Wayne Shorter e compagnia bella, riuscendo a rivisitare i vecchi stili del passato grazie all'alchimia formatasi nella sua band. Si nota nella traccia "Other Direction" un passato di studio di Jazz, orchestrando un pianoforte incredibile, degno del miglior Duke Pearson.

"A Time For Spring" è il primo accenno dello stile che contraddistingue Nicola Conte. Non è semplicemente bossa-jazz, è di più. E' quello che avrebbe fatto Tom Jobim se fosse arrivato in forma negli anni '00. Sicuramente. è una interpretazione della bossanova che risente delle influenze dei movimenti Parigini, anch'essi snobbissimi, in voga in quegli anni. Sto parlando dei St. Germain, fantastici. L'assolo di flauto ne è l'emblema. In futuro, magari, ne riparleremo anche di loro. E lo xilofono di sottofondo è una chicca per pochi perchè alla fine, della voce femminile, se ne accorgono in pochi. Un ascoltatore attento rimane estasiato dall'arrangiamento e da come è strutturato lo stile Conte, facilmente imitabile, ma impossibile da eguagliare.

I volgarotti la definirebbero musica da cocktail. Spesso è così, ma è tristissimo non soffermarsi ad apprezzare Bosso che impazza su "Kind Of Sunshine", dove il ritmo afro-cubano alla Kenny Dorham lascia libero arbitrio anche al sax di Scannapieco. Questa, se si può definire così, era il "singolo" dell'album.

"Aphrodite's Dream" è un Jazz incredibile. Vecchio stile Miles Davis Quintet con Coltrane ad accompagnare al sax, ripresentato da Conte in maniera superba. Divina traccia che farebbe saltare in piedi Cannonball Adderley da quanto rasenta la perfezione nell'alternanza di assoli e nella qualità della struttura compositiva.

Se ti piace Nicola Conte, non sei un tipo che azzarda. Vuoi andare sulla soddisfazione sicura, garantita. "Other Directions" è l'eleganza nel Jazz, che va ai piani inferiori, rimane in disparte, quasi non considerato, solo per coloro che vogliono apprezzarne veramente il senso. 

Leonardo Boni

NICOLA CONTE - Kind of Sunshine
Nicola conte - A time for spring

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