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lunedì 29 agosto 2016

JAZZ CORNER — il Blog di Leonardo Boni

Leonardo Boni

LEONARDO BONI - Un giovane economista, appassionato di basket che nei timeout coltiva un grande interesse per la musica e per il jazz.

Paul Anka - Rock Swings

di Leonardo Boni - mercoledì 19 novembre 2014 ore 08:07

Questo è un album che può far discutere. Le rivisitazioni rock in chiave jazz sono una moda non sempre apprezzata, ma in questo caso, sinceramente, credo si possa fare un’eccezione che può mettere d’accordo tutti.

Perché quando si fa riferimento alla capacità interpretativa e di organizzazione di arrangiamenti di Paul Anka, si può fare un passo indietro. E semplicemente, ascoltare.

Rock Swings è un progetto fantastico. C’è una delicatezza e una tale capacità di riorganizzare canzoni rock in jazz che difficilmente ha avuto questo successo.

Paul Anka attraversa con il suo spirito swing celebri successi anni ’80 e anni ’90, deliziando l’audience con rivisitazioni incredibili, che quasi (almeno a me..) fanno dimenticare l’ascolto della versione originale per dire: “ questa è meglio…”

D’altronde, stiamo parlando di colui che ha concepito My Way… esattamente.. sì… My Way, l’originale non è di Frank Sinatra. Stiamo parlando del cuore di un piccolo uomo che scrisse Diana a soli 16 anni e altre canzoni di una delicatezza pazzesca come Put Your Head On My Shoulder.

L’album di oggi mantiene uno swing tipico del personaggio; grande è la capacità di Paul Anka di mettersi nei panni di successi della storia recente, dando una interpretazione assolutamente vecchio stile. Niente di questo album avrebbe sfigurato in un contesto di 40-50 anni fa.

Ascoltate per esempio It’s A Sin. Questo è un pezzo icona dei Pet Shop Boys, altamente movimentato e ritmato, e per di più “elettronico” di natura. Si riesce dunque a ricontestualizzare e rendere originale una cover. Per me è molto importante questo aspetto in ogni album di cover che, come ormai avrete capito, controllo come con minuziosa attenzione.

Il takeaway principale, però, è Eyes Without A Face.  Una ballata… dolce… quasi latina… con un mix di chitarra e piano che accompagnano il timbro sempre deciso ma espressivo di Paul. Neanche più ci si immagina la versione rockeggiante di Billy Idol anni ’80. E tutto diventa magico, perché tale arrangiamento ti porta quasi su un altro pianeta.

Ma d’altronde, stiamo parlando di gente come Gal Costa, che di arrangiamenti nella sua vita ne ha fatti giusto due o tre.. (benino) e Paul la lezione l’ha imparata, visti i 60 anni di carriera intramontabile.

Ecco la grande capacità di questo album: una perfetta reinterpretazione e nuova personalità di successi indimenticabili. 

E solo la magia dello swing è stata capace di farlo. 

E solo Paul Anka poteva portarne la bandiera.

Leonardo Boni

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