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lunedì 29 agosto 2016

JAZZ CORNER — il Blog di Leonardo Boni

Leonardo Boni

LEONARDO BONI - Un giovane economista, appassionato di basket che nei timeout coltiva un grande interesse per la musica e per il jazz.

Ornella, Vinicio e Toquinho: la voglia

di Leonardo Boni - sabato 18 luglio 2015 ore 06:00

Ogni tanto, è sempre bello ammirare i talenti costruiti in casa propria, in Italia. Il panorama Jazz è nettamente spostato verso gli Stati Uniti, fino a scivolare verso il Brasile quando ci si affaccia alla Bossanova.

L’italia vede in Ornella Vanoni la massima interprete di questa fusione di generi. Da sempre innamorata delle movenze dal ritmo lento e sofisticato, “La Voglia” rappresenta un elaborato artistico difficilmente riscontrabile nel panorama italiano.

Questo è il motivo per cui il Jazz Corner ha deciso di dedicare questa puntata ad una delle poche cantanti italiane riconosciute uniche al mondo del jazz e della bossanova. Ornella Vanoni non ha proprio nel sangue il Brasile e il Jazz, ma se ne innamora fin da giovanissima come se le proprie opere venissero ispirate e composte in funzione della necessità di creare un’atmosfera rilassata, accogliente, gradevole.

Le sue origini la portano lontana dai lidi di Ipanema e dalla solarità del Brasile visto che radica la sua gioventù tra Milano e la Svizzera, ma sicuramente l’incontro con Gino Paoli nel 1960 le permise di sconfinare finalmente le nebbie dalla sua immaginazione, apprezzando la canzone d’autore e, maggiormente, la canzone dell’anima.

In questo lungo percorso, durato 16 anni, passando per “L’Appuntamento”, Ornella arriva alla massima completezza artistica. “La Voglia” infatti mette insieme la poesia di Vinicius de Moraes, chitarra acustica di Toquinho e la voce inspiegabile ed incomparabile della Vanoni, che sembra sposare perfettamente uno stile che prima del 1976 stava solo sperimentando ed apprezzando.

Un album che sprizza magia, solarità, leggerezza e una nota leggera ma inevitabile di malinconia. Si alternano pezzi di grande complessità artisitca a veri e propri dialoghi per esaltare il virtuosismo poetico di De Moraes. L’inizio con Senza Paura è assolutamente coinvolgente.. il terzetto di voci capitanato da Ornella è addolcito da un ritmo sambeggiante che ci proietta subito all’origine dello stile, senza se e senza ma… Di contro però, si passa per la malinconica chitarra di Toquinho che piange sui versi della Rosa Spogliata, evidenziato lo stile compositivo struggente di Vinicius.

Si contrappongono quindi armonia e spensieratezza a momenti di profonda introspezione e riflessione, in perfetto stile Bossanova.

La Vanoni si esalta nella "Samba della Rosa", dove la sua voce è perfettamente incorporata nel ritmo musicale: è qui che il sodalizio tra lei e la Bossanova ottiene il massimo dei dividendi.. da quanto è puntuale e accomodante, si può quasi confondere con uno strumento che accompagna la chitarra di Toquinho.

Ci sarebbe da scrivere una storia per ogni canzone in questo album, ma è necessario spezzare una lancia per "La Voglia La Pazzia", che è considerata il manifesto dell’album: l’intervento degli archi investe la canzone di maggiore importanza, senza però far passare in secondo piano il ritmo imposto da Toquinho e l’intonazione di Ornella.

Le parole di Vinicius inneggiano ad un insegnamento di vita che si basa sulla voglia di evadere, lasciarsi andare alle bellezze che la vita ci offre, facendo sempre i conti con le conseguenze, che sono il bello dell’esperienza in sé. Ornella rivede un po’ la sua vita sentimentale nelle parole di Vinicius, facendo quest’album, forse, uno dei più apprezzati dalla cantante stessa.

Leonardo Boni

♫ Ornella Vanoni & Toquinho ♪ La Voglia La Pazzia ♫ Video & Audio Restaurati HD

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