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domenica 18 agosto 2019

Cronaca giovedì 27 dicembre 2018 ore 18:25

Aggressione al Don Bosco, agente ferito

Lo rende noto il sindacato Osapp. Un detenuto straniero si è scagliato contro un agente di polizia penitenziaria ferendolo



PISA — "Nella mattinata", racconta una nota del sindacato Osapp, "Un detenuto Georgiano, già noto per precedenti aggressioni nei confronti di Poliziotti Penitenziari, all'atto dell'uscita dalla cella per essere tradotto in un altro istituto penitenziaro, per protesta questo provvedimento si è scagliato contro un Poliziotto Penitenziario, riuscendo a colpirlo con un calcio alla testa"

"L'agente è stato soccorso e sottoposto alle cure del caso presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Pisa, dove tuttora è ricoverato".

"Sempre in mattinata - fa sapere sempre il sindacato degli agenti di Polizia Penitenziari - un detenuto Nigeriano, anch'egli assegnato in altro Istituto, incitava i compagni di sezione a inscenare una rivolta se fosse stato trasferito. Per evitare possibili gravi conseguenze, in considerazione anche della carenza d'organico in quel momento presente, la traduzione è stata annullata"

A dare la notizia è il Segretario Generale dell’O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci che aggiunge :

“Si tratta degli ennesimi episodi in cui è la Polizia Penitenziaria a fare le spese di un sistema in cui l’assenza di sostanziale legalità e di regole certe rende possibile che i detenuti colpiscano impunemente chi rappresenta lo Stato e i principi della civile convivenza.

Peraltro – prosegue Beneduci – se tali condizioni sono caratteristica del sistema penitenziario nazionale il disagio e la sostanziale sofferenza del personale di Polizia Penitenziaria in ogni attribuzione costituiscono la principale falla nella gestione delle carceri nelle Regioni Toscana e Umbria in ragione dell’inerzia e della completa assenza di iniziative utili e produttive di miglioramenti da parte dell’attuale Provveditore Regionale dell’Amministrazione Antonio Fullone. Adottare un trasferimento di un detenuto noto per le intemperanze e per le aggressioni nei confronti dei Poliziotti Penitenziari, in un istituto Umbro a custodia attenuata, fa parte di una chiara incompetenza gestionale da parte del Provveditorato Regionale di Firenze.

Nella sostanza purtroppo – conclude Beneduci – l’inettitudine dell’attuale sistema penitenziario Italiano a conseguire risultati nell’interesse della sicurezza della collettività nazionale ed il crescente disagio del personale di Polizia Penitenziario in servizio nelle carcere italiane oggetto di aggressioni e offese è di una costante disorganizzazione, non sono determinati esclusivamente dalla contingente penuria di risorse o dal persistente buonismo adottato nei confronti dei soggetti anche non meritevoli nella popolazione detenuta, ma sono soprattutto il frutto delle incapacità e dello scarso senso di responsabilità dimostrate da una dirigenza penitenziaria che andrebbe rinnovata.”



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