Attualità Lunedì 03 Agosto 2026 ore 16:25
Agricoltura, Pisa guarda alla ripartenza

FAI CISL Toscana: nuove tutele per il lavoro e fiducia nella crescita del comparto pisano grazie anche alla valorizzazione di Terre di Pisa
PISA — L'agricoltura pisana può guardare con maggiore fiducia al futuro. È questa la valutazione della FAI CISL Toscana dopo l'approvazione della nuova legge regionale sull'agricoltura, un provvedimento che secondo il sindacato rafforza il ruolo del lavoro agricolo e recepisce diversi emendamenti proposti durante il confronto con la Regione. Per il territorio provinciale il comparto, dopo la flessione registrata nel 2025, punta a rilanciarsi anche grazie alla valorizzazione del marchio Terre di Pisa e a un quadro normativo che mette al centro qualità, legalità e tutela dei lavoratori.
"Un risultato importante visto che la nuova proposta di legge regionale sull’agricoltura recepisce diverse sollecitazioni avanzate dalla FAI CISL Toscana, segnando un passo avanti importante nel riconoscimento del lavoro agricolo di qualità come asse centrale delle politiche agricole regionali. Il testo è migliorato, anche grazie al confronto sindacale. Ora però occorre completare il percorso, rendendo le norme pienamente esigibili, finanziate, monitorabili e capaci di distinguere con chiarezza le imprese sane da chi continua a competere sulla compressione dei diritti", ha detto Massimiliano Gori, segretario generale della FAI CISL Toscana.
Lo stesso Gori ha poi puntato l'attenzione sulle prospettive del comparto provinciale. "L'agricoltura pisana sta facendo dei notevoli passi avanti anche grazie a "Terre di Pisa", riteniamo che la flessione avuta nel 2025 possa essere ampiamente superata con la promozione e la valorizzazione del territorio e una legge come questa tende proprio a garantire la qualità dei prodotti a 360°, compresa la tutela dei lavoratori", ha aggiunto.
Tra gli aspetti ritenuti più significativi dal sindacato c'è il maggiore spazio riservato al lavoro agricolo all'interno della nuova normativa. "In primis il tema del lavoro non è più collocato in fondo al testo, ma viene anticipato nel Titolo II, dedicato espressamente alle “Norme per il lavoro agricolo di qualità ed il contrasto allo sfruttamento lavorativo in agricoltura”. Una modifica non solo formale, ma politica: la qualità dell’agricoltura toscana viene finalmente collegata alla qualità del lavoro, alla legalità, alla trasparenza degli appalti e alla tutela delle lavoratrici e dei lavoratori", ha commentato Gori.
Secondo la FAI CISL Toscana, il testo introduce strumenti importanti come il rafforzamento della Rete del lavoro agricolo di qualità, il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali e degli enti bilaterali, gli elenchi telematici presso i Centri per l'impiego con servizi di mediazione linguistica e culturale e nuove misure contro il caporalato e le forme di sfruttamento nel settore.
Il sindacato guarda positivamente anche ai nuovi criteri di premialità previsti dalla legge, ma chiede ulteriori passi avanti. "La FAI CISL Toscana valuta inoltre positivamente l’ampliamento dei criteri di premialità, che ora tengono conto dell’iscrizione alla Rete del lavoro agricolo di qualità, dell’adesione alla bilateralità, dell’assunzione tramite gli elenchi dei Centri per l’impiego e della partecipazione agli interventi promossi dalla Cabina di regia contro il caporalato. Resta tuttavia necessario un ulteriore salto di qualità: la premialità deve diventare vera condizionalità sociale. Per noi nessuna impresa che non rispetti contratti, sicurezza, regolarità contributiva, legalità degli appalti e dignità del lavoro dovrebbe poter accedere a risorse pubbliche regionali", ha concluso Gori.
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI











