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Lavoro mercoledì 21 gennaio 2015 ore 18:00

Artigianato, il fatturato scende a -8 per cento

Secondo uno studio della Camera di commercio appena 8 imprese su 100 dichiarano di avere programmi di investimento in corso.



PISA — Dati piuttosto negativi quelli della consueta indagine congiunturale condotta dall’ufficio studi e statistica della Camera di commercio di Pisa su di un campione di 173 imprese manifatturiere pisane a carattere artigiano. Nei primi sei mesi del 2014 tutti i principali indicatori segnano infatti una contrazione: fatturato -8 per cento, addetti -2,2, imprese -1,1. Anche sul versante degli investimenti la situazione è preoccupante: appena 8 imprese su 100 dichiarano di avere programmi di investimento in corso.

Anche sul versante degli investimenti la situazione è preoccupante: appena 8 imprese su 100 dichiarano di avere programmi di investimento in corso. Si tratta di imprese, quelle manifatturiere artigiane, che hanno un orizzonte di mercato piuttosto limitato e una dimensione molto contenuta: su cento euro di fatturato, infatti, 67 sono realizzati all’interno della provincia ed il 51,1 per cento delle imprese dichiara un giro d’affari inferiore ai 100mila euro.

FATTURATO: scendendo nei dettagli, l’artigianato manifatturiero pisano, per il secondo anno consecutivo, mostra andamenti del fatturato (-8 per cento) peggiori rispetto alla Toscana (-5,8). Anche il grado di diffusione della crisi segnala con molta chiarezza la drammaticità della situazione: nei primi sei mesi del 2014 appena 7 imprese manifatturiere artigiane pisane su 100 hanno segnato un aumento del proprio giro d’affari.

Considerando i settori, la flessione più consistente è quella delle altre manifatture (gruppo che comprende il legno-mobili) -9,1, ma anche il sistema moda(al cui interno troviamo cuoio e calzature) nei primi sei mesi del 2014 segna un -8,5. La metalmeccanica invece, grazie ai buoni risultati del comparto industriale al quale è in parte legata, arretra invece in modo meno consistente (-5,1).

OCCUPAZIONE: i primi sei mesi del 2014 portano un ulteriore e pesante restringimento della base occupazionale artigiana manifatturiera tanto a livello regionale (-1,7) quanto, e soprattutto, della provincia di Pisa (-2,2). Il calo dell’attività, e la conseguente ricerca di maggiore flessibilità del fattore lavoro, porta ad aumentare solo l’occupazione part-time (+1,9) mentre si contrae pesantemente quella dipendente (-3,5) ed a tempo pieno (-4,4).

All’interno dei diversi comparti, si segnalano le pessime performance occupazionali del sistema moda (-4,6 per cento) e delle altre manifatture (-3,1) mentre la metalmeccanica segna un interessante balzo in avanti (+5,1) che, ovviamente, dovrà essere confermato nelle prossime rilevazioni.

INVESTIMENTI E IMPRESE: appena 8 imprese manifatturiere artigiane pisane su 100 (9 invece in Toscana) dichiarano di avere programmi di investimento in corso. Un segno inequivocabile dello stato di crisi di fiducia in cui versa il manifatturiero artigiano che, appunto, non investe.

Cartina di tornasole della crisi dell’artigianato è la dinamica imprenditoriale. Il numero di imprese registrate segna infatti un’ulteriore flessione: -1,1 per cento nel manifatturiero pari, in valore assoluto, ad una contrazione di 32 unità. Se si eccettua l’alimentare (+4,7) tutti gli altri settori evidenziano una contrazione che si mostra percentualmente rilevante tra le calzature (-2,7) ed il tessile-abbigliamento-maglieria (-2,1).

ASPETTATIVE: Pesante è il clima di sfiducia che aleggia tra gli imprenditori artigiani. Il saldo percentuale tra coloro che prevedono un aumento del fatturato rispetto a quelli che, invece, ne prevedono una contrazione nel corso della seconda metà del 2014 si posiziona su valori negativi (-12 punti).

Se le attese su addetti, pur migliori rispetto a quelle sul fatturato, segnalano un equilibrio tra “ottimisti” e “pessimisti” quelle sugli investimenti evidenziano invece una leggera prevalenza del primo gruppo (+3).

"L’artigianato manifatturiero pisano – afferma il presidente della Camera di commercio Pierfrancesco Pacini, Presidente della Camera di Commercio di Pisa –non riesce ancora a risollevarsi dalla crisi che da alcuni anni lo sta attanagliando arrivando ad intaccare, addirittura, la stessa base produttiva. Per scongiurare che questo importante patrimonio di competenze e conoscenze vada disperso – prosegue Pacini – la Camera di commercio metterà a disposizione oltre un milione di euro per incentivare gli investimenti e l‘accesso al credito delle piccole e micro imprese".

"A queste risorse –conclude Pacini – dobbiamo aggiungere quelle destinate ad agevolare l’ingresso sui mercati esteri non solo attraverso programmi di internazionalizzazione ma anche con progetti per fornire export manager, organizzare incoming e missioni all'estero: elementi essenziali per mettere al passo coi tempi il mondo della piccola e micro impresa".

Linda Giuliani
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