Politica Martedì 28 Aprile 2026 ore 14:30
Cascina Rossa si presenta contro il Pd e la destra

La lista sarà alle comunali di Maggio con Fiorini candidato sindaco: posizione autonoma e critica verso il bipolarismo politico locale
CASCINA — Sarà presente alle elezioni comunali del 24 e 25 Maggio la lista “Cascina Rossa”, progetto politico sostenuto da Bene Comune, Potere al Popolo! e Partito Comunista di Unità Popolare.
La candidatura a sindaco è stata affidata a Enrico Fiorini, lavoratore del Polo Tecnologico e attivista impegnato da anni sul territorio tra Cascina e Pisa.La proposta politica si presenta come alternativa sia al centrosinistra guidato dal sindaco uscente Michelangelo Betti sia alle forze di centrodestra, con una linea dichiarata di indipendenza anche in caso di ballottaggio.
"Il NO alla guerra e alle basi militari è il punto principale che porteremo con forza nella campagna elettorale. Una volta al governo faremo in modo che la voce del Comune di Cascina si esprima in modo forte e chiaro contro i progetti di militarizzazione del territorio: contro il traffico di armi sulle infrastrutture civili, come sulla ferrovia e contro ogni ipotesi di nuova base militare in provincia di Pisa e altrove come la nuova base Gis-Tuscania da mezzo miliardo di euro. E’ ora di dire forte e chiaro che le basi USA/NATO devono essere chiuse e riconvertite ad uso civile, a partire da Camp Darby. Il boicottaggio di Israele, a partire dai prodotti farmaceutici Teva nelle farmacie comunali dovrà essere una delle priorità della nostra amministrazione, così come l’adesione del Comune alla campagna BDS. E’ ora di dire basta al trasferimento tecnologico dalle e verso le aziende che lavorano sul nostro territorio", scrive Cascina Rossa.
"Più lavoro, niente sfruttamento e lotta al carovita. Occorre rilanciare il Centro per l’Impiego pubblico come unico canale di assunzione per chi vuole siglare contratti stagionali nel territorio comunale, con l’obiettivo di fissare garanzie contrattuali al di sotto delle quali nessuna impresa del commercio, come le numerose che si condensano all’interno del centro commerciale di Navacchio può scendere. Il ricorso agli appalti e ai sub-appalti della macchina comunale sono stati da sempre la soluzione ideale per risparmiare in salario e sicurezza sulla pelle dei lavoratori, è necessario invertire la rotta, reinternalizzando i servizi e i lavoratori esternalizzati dal comune e dalle sue partecipate e in mora garantire un salario minimo di 12€/H per tutti i lavoratori in appalto pubblico", scrivono ancora citando il programma.
"Un nuovo piano casa di edilizia pubblica e popolare. La scelta della Giunta Betti di avere approvato il Pinqua è e sarà una sciagura creando una moltitudine di problemi. Ribadiamo la nostra contrarietà e la necessità invece di un Piano di Edilizia Popolare basata sul recupero del patrimonio edilizio esistente senza consumo di suolo e per l'utilizzo delle abitazioni sfitte. Occorre contrastare risolutamente la speculazione edilizia, imporre tassazioni punitive a chi lascia decine di appartamenti sfitti", proseguono.
"Sanità pubblica e gratuita per tutti. La vicenda della paventata chiusura dell’Ospedalino di Navacchio, già ridimensionato nelle sue funzioni ed esternalizzato a cooperative private come la Paim, è emblematica della torsione verso la privatizzazione di un servizio, come quello sanitario, che dovrebbe essere gratuito, universale e in cui le condizioni dei lavoratori devono essere garantite e stabili, contro ogni possibile precarizzazione e sfruttamento. Un modello che chiaramente non è quello del Partito Democratico che attualmente governa la Regione Toscana e il Comune di Cascina e che rappresenta gli interessi di Lega Coop e delle cooperative del privato sociale che vivono delle nuove forme di sfruttamento attraverso la privatizzazione dei servizi essenziali come quello sanitario", concludono.
Insomma, tra i temi centrali della campagna elettorale figurano il no alla guerra e alle basi militari, con particolare riferimento a Camp Darby, la difesa del lavoro e il contrasto al carovita, oltre alla richiesta di un rafforzamento dei servizi pubblici. Ampio spazio anche alle questioni sociali, con proposte su edilizia popolare, sanità pubblica e trasporto gratuito, insieme a una revisione delle politiche urbanistiche per limitare il consumo di suolo e recuperare il patrimonio esistente.
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