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Lavoro giovedì 03 aprile 2014 ore 18:17

Con le aziende, anche i dipendenti Cna e le istituzioni locali

Nel corteo che protesta contro i governi ci sono anche l'assessore provinciale Turini e quello comunale Gay



PISA — “Ci hanno detto che siamo piccoli, siamo stati accusati di essere il problema del Paese: ma questo non è vero”. C'era anche il vicepresidente nazionale della Cna Andrea Di Benedetto a manifestare a Pisa.

E ad ascoltare. “Dalle persone oggi presenti emerge la volontà di fare del bene per il Paese e per le famiglie, la voglia di raccontare e di sventolare con orgoglio la bandiera dell’associazione. Quella avvenuta a Pisa è stata, insieme a quella di Roma, una grande manifestazione che ha dato piena visibilità alla nostra protesta e alle nostre richieste. Ma noi della Cna non ci fermeremo qui e continueremo a far sentire la nostra voce e quella delle nostre imprese”.

Secondo il vicepresidente della Cna di Pisa Michele Spagnoli, “oggi poniamo le basi per una rivoluzione culturale. Una rivoluzione che deve partire dai piccoli imprenditori, che hanno il diritto di rivolgersi alle istituzioni per ricordare loro che devono pensare al bene del territorio e alle migliaia di piccole e medie imprese che ogni giorno chiudono i battenti o che non riescono ad arrivare alla fine del mese".

E con l’obiettivo di portare avanti queste ragioni, conclude: "spero che questa giornata segni l’inizio di un percorso che porti a cambiare le cose”.

A partire da una burocrazia più leggera, abbattimento dei costi e maggiore flessibilità è la sintesi del presidente regionale della Cna Valter Tamburini. "L'obiettivo è quello di lanciare un messaggio alle istituzioni, per far capire loro il disagio che stanno vivendo in questo periodo le piccole e medie imprese del settore dell’artigianato. Oggi quindi ci rivolgiamo a tutte le istituzioni, sia a livello nazionale che locale, per avere delle risposte concrete su burocrazia, pressione fiscale e flessibilità sul lavoro, il tutto per tornare a essere un Paese modello”. Tamburini sottolinea poi l’importanza di valorizzare il settore dell’edilizia: “Il comparto trainante dell’economia, perché coinvolge migliaia di persone. Per questo è importante permettere alle piccole e medie imprese di partecipare alle gare d’appalto, mettendole anche nella posizione di poterle vincere”.

Una serie di richieste, quelle del presidente, che sono condivise anche dai dipendenti della Cna, oggi in molti a manifestare. “Siamo qua per far sentire la nostra voce e per dare il nostro appoggio alle imprese del settore contro una burocrazia troppo pesante, specialmente per quanto riguarda gli iter d’assunzione e per l’abbattimento dei costi. La manifestazione era dovuta, visto le molte difficoltà che le ditte stanno attraversando a causa della crisi. Bisogna dare una scossa al sistema e spronare le istituzioni affinché prendano dei provvedimenti per smuovere una situazione ormai insostenibile”.

“Era evidente - spiega un dipendente della Cna - che Pisa, con le sue numerose imprese del settore, sentisse il bisogno di questa manifestazione e infatti hanno partecipato migliaia di persone”.

Compreso il presidente del settore Impianti Marco Ammannati. “Oggi più che mai l’unione rappresenta il mezzo più efficace per combattere la crisi e l’immobilismo politico, l’unico modo per farsi sentire da chi, di fronte ai problemi del Paese, delle famiglie e dei piccoli e medi imprenditori, fa orecchie da mercante”.

Quella del presidente si unisce alle migliaia di voci che oggi si sono fatte sentire per lo snellimento della burocrazia, l’abbattimento dei costi e la valorizzazione delle imprese locali: “Siamo scesi in piazza e continueremo a farlo finché le cose non cambieranno e non verrà riconosciuta la nostra forza nel rappresentare i valori del Paese e delle famiglie che lo compongono”.

Non solo Costruzioni. Questa mattina a manifestare c'era anche il settore moda e pelletteria. "Anche le aziende artigiane del settore moda rivendicano la territorialità - dice Amerigo Buti di Federmoda Pisa - perché è giusto che la materia prima italiana lavorata fuori, ma rifinita dalle nostre aziende, abbia il marchio italiano altrimenti non riusciamo a creare competizione e non si genera mercato.Il consumatore oggi chiede il made in Italy e quindi è sulle risorse interne che bisogna investire ed è proprio dai settori artigianali che bisogna ripartire, se si sblocca la manifattura si ha una ripresa dell'economia".

E nel corteo che protesta contro i governi, compresi quelli locali, ci sono anche Graziano Turini, assessore allo Sviluppo economico della provincia di Pisa e funzionario della Cna e l'assessore alle Attività produttive David Gay a rappresentare l'amministrazione comunale.
"Questa manifestazione merita di essere ascoltata e rispettata - afferma Turini - perché in fin dei conti le richieste di questi piccoli e medi imprenditori sono le stesse che la politica fa al governo e stanno lottando per lo stesso obiettivo. Il tema fondamentale per cui stanno manifestando oggi è il lavoro, queste persone chiedono di lavorare e bisogna fare in modo che questo gli sia concesso, è una richiesta legittima".

“Dai settori in difficoltà c'è – spiega l'assessore Gay - una forte richiesta per una radicale riforma della pubblica amministrazione che favorisca le imprese e la ripresa quando si presenterà. Cosa sta facendo il Comune? Cerca di semplificare, portare investimenti sul territorio, come fatto con i Piuss e di tenere un bilancio sano così da poter rimanere in regola con i pagamenti. E fare pressioni istituzionale perché cambi la politica economica e si allenti il patto di stabilità”.



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