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Nate Ament, la futura stella NBA con un cuore pisano

La madre è cresciuta e adottata a Pisa, fu salvata dal genocidio del Ruanda. L’intervista alla nonna Paoletti Tangheroni. Oggi Nate è vicino al Draft



PISA — C’è un nome che ha attirato l’attenzione del basket mondiale e che, per una volta, porta Pisa dentro una storia che sembra scritta per il cinema. Si chiama Nate Ament, classe 2006, ala moderna, fisico da NBA e testa già da professionista. Gioca a Tennessee, uno dei programmi più importanti del college, e per gli osservatori è una delle facce da seguire in ottica Draft. Ma il dettaglio che tocca più da vicino la città è un altro: Ament ha il passaporto italiano, perché il suo filo con l’Italia passa da qui, da Pisa.

Per Qui News Pisa abbiamo intervistato la nonna Proprio Patrizia Paoletti Tangheroni, ricercatrice e consulente dell’Unione Europea e di numerose agenzie dell’Onu, parlamentare per due legislature ed ex candidata sindaco di Pisa, docente e presidente di Fondazioni. Una delle donne più importanti nella storia culturale e politica attuale della città pisana. "Nate è un ragazzo molto sereno, ha una madre che è una forza della natura, è preparato, sia che vada che non vada in Nba, lui è molto contento dell'esperienza che sta facendo."

Ma come ci arriva Nate a Pisa? Per capirlo bisogna tornare indietro di decenni e cambiare completamente scenario. La madre, Godlieve Mukankuranga, è nata in Rwanda, di etnia Tutsi. Da ragazza, in un contesto di discriminazioni e tensioni crescenti, le viene offerta un’opportunità decisiva: una donna di UNICEF le propone di continuare la scuola a Pisa. Lei accetta, si trasferisce, resta in città anche per formarsi e diventa cittadina italiana dopo essere stata adottata da una famiglia pisana, Marco Tangheroni e Patrizia Paoletti Tangheroni. “Nate è nato in America, la mamma è ruandese, è stata adottata da noi. Se non fossero state qui le ragazze che io avevo adottato sarebbero state uccise nel genocidio del Ruanda”.

Dopo la guerra infatti, nel 1995, Mukankuranga torna a lavorare e lì incontra Albert Ament, americano ed ex cestista a livello collegiale. Dalla loro storia nasce Nate, cresciuto negli Stati Uniti, in Virginia. Prima il calcio, poi la pallacanestro, spinto anche dalla presenza del padre e da un contesto familiare che lo tiene coi piedi per terra. La sua esplosione arriva tra il 2023 e il 2024: visibilità nazionale, percorso con USA Basketball, oro all’AmeriCup U18.

Il legame con Pisa resta. “Sono sempre stati molto legati alla nostra famiglia”, continua Paoletti Tangheroni. “Specialmente ai cugini pisani, non ce n'è uno che non sia andato a trovare mia figlia in America. È un legame molto stretto con Pisa e Asciano quello che abbiamo tutti insieme”.

Per la ESPN Nate è nella fascia alta dei prospetti, descritto come un “jumbo” capace di trattare e tirare, con margini ancora evidenti. Inoltre potrebbe anche giocare per l’Italia, proprio per l’adozione da parte di madre. Non si vedeva un pisano con qualità cestistiche di questo livello dai tempi di Sauro Bufalini. Tra il 1960 e il 1968 Bufalini ha vestito la maglia della Nazionale italiana per 111 volte, realizzando 559 punti complessivi. L’esordio arrivò il 16 marzo 1960 a Valparaíso, contro l’Asociación Valparaíso, in un’Italia che stava costruendo la propria identità internazionale. Partecipò a tre Europei (1963, 1965, 1967), al Mondiale del 1967 e a due Olimpiadi, Tokyo 1964 e Città del Messico 1968, portando Pisa dentro la storia azzurra del basket. Ament non è “pisano” per nascita, e questa distinzione va detta con chiarezza. Però Pisa, nella sua storia, non è un dettaglio. È un passaggio che ha cambiato il destino della madre, ha costruito una cittadinanza, e oggi apre una porta sportiva enorme: l’idea che un talento NBA possa avere anche un percorso azzurro.

Nel frattempo Ament è diventato anche un idolo in Ruanda. “Siamo andati insieme l'anno scorso io, lui e la sua mamma in Ruanda, perché la Reebok ha fatto in suo onore una scarpetta con i colori della bandiera di Ruanda”, racconta Paoletti Tangheroni. “Ci voleva incontrare il presidente e ci ha ricevuto il Ministro dello Sport. Siamo stati 20 giorni insieme in Ruanda e ho avuto modo di apprezzare molto questo ragazzo. È una specie di eroe per il Ruanda”.

Michele Bufalino
© Riproduzione riservata


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