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Attualità Giovedì 31 Luglio 2025 ore 08:30

Allarme per i negozi di vicinato

Confcommercio denuncia una desertificazione commerciale crescente: in 12 anni chiuse 254 attività. Pieragnoli: “Servono misure urgenti”



PISA — Il commercio al dettaglio sta sparendo, e a Pisa il fenomeno è ormai evidente. L’allarme arriva da Confcommercio, che parla di “desertificazione commerciale già in atto”, con dati che non lasciano spazio a interpretazioni. Dal 2012 a oggi, in città hanno chiuso 254 negozi al dettaglio, il 20% in meno rispetto a dodici anni fa. I settori più colpiti sono quelli della casa, dei tessili e della ferramenta, con un calo del 41%. Seguono bar e attività ambulanti, in calo rispettivamente del 22% e del 16%.

Il direttore di Confcommercio Pisa, Federico Pieragnoli, ha definito la situazione “una autentica emergenza del nostro paese”, sottolineando che “il presente fa già paura e il futuro ancora di più”. Per Pieragnoli, “quello della macelleria che chiude a Pisa dopo 50 anni è solo l’ultimo campanello d’allarme che le istituzioni non possono più ignorare”. La richiesta è netta, “Serve un piano d’emergenza nazionale per salvare i negozi di vicinato, in particolare quelli storici”.

Pieragnoli ha parlato anche della sproporzione tra il carico fiscale delle piccole imprese e quello delle grandi piattaforme online, “I piccoli negozi pagano fino al 70% di tasse, mentre i giganti globali versano cifre irrisorie rispetto ai loro profitti, drenando risorse che non vengono reinvestite sul territorio”. Una disparità giudicata “inaccettabile” da chi da anni chiede equità fiscale.

Secondo Confcommercio, “senza un piano strutturale del Governo e un coordinamento serio con gli enti locali, le insegne delle nostre città sono destinate a spegnersi”. Pieragnoli ha proposto misure come la deducibilità degli affitti, la riduzione delle aliquote fiscali e tagli a Imu, Tari e Cosap. “Senza aiuti e sostegni concreti – ha concluso – saremo tutti più soli e più poveri"


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