Politica Venerdì 06 Marzo 2026 ore 08:00
Bruni, "L'Italia dica no all'uso delle basi Usa"

Il consigliere dem preoccupato dall'escalation in Medio Oriente: "Carburanti ed economia già sotto pressione. Camp Darby non venga coinvolto"
PISA — La guerra in Medio Oriente, per Pisa, è molto vicina. La presenza della base militare di Camp Darby, oltre alla logistica ferroviaria, aerea e portuale, rende l'area particolarmente strategica. Nessun allarme, per carità. Ma da Enrico Bruni, consigliere comunale del Partito Democratico e segretario provinciale dei Giovani Democratici, arriva la richiesta di trasparenza istituzionale.
"Le nuove tensioni in Medio Oriente rendono centrale lo Stretto di Hormuz: un passaggio strategico da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale e una quota simile del commercio globale di gas liquefatto - ha detto - vediamo già il tema carburanti diventare un’emergenza sociale ed economica. I dati pubblici del Ministero delle Imprese e del Made in Italy indicano, con aggiornamento a oggi (giovedì 4 Marzo, ndr) prezzi medi regionali per la Toscana di 1,719 euro al litro per la benzina self e 1,817 euro al litro per il gasolio self, con picchi al servito che possono spingersi anche molto oltre".
"Sul piano dell’economia locale, l’export del territorio verso i Paesi del Golfo è pari a 42,6 milioni di euro, mentre l’import è indicato in 2 milioni - ha aggiunto -una quota che non è enorme, ma che diventa sensibile per specifiche lavorazioni e, soprattutto, perché l’effetto vero della crisi di Hormuz arriva qui principalmente tramite energia e logistica. A questo si aggiunge la fragilità delle filiere che vivono di mercati globali e fiducia. La filiera della pelle, della moda e del lusso è tra quelle che pagano subito le crisi".
La preoccupazione, appunto, riguarda anche Camp Darby. "Questa base, come riportato da fonti ufficiali dell’US Army Garrison Italy, svolge una missione primaria di supporto logistico a dispiegamenti di combattimento, con stoccaggi e manutenzioni di riserve e mezzi - ha commentato - in un conflitto che rischia di allargarsi, questa realtà impone trasparenza e responsabilità politica. Lo diciamo chiaramente: nessun coinvolgimento delle basi sul suolo italiano in operazioni di guerra. La Spagna, con il presidente Pedro Sánchez, ha rifiutato l’uso delle proprie basi per operazioni contro l’Iran, pur sotto pressione del governo di Trump. L’Italia deve avere lo stesso coraggio e la stessa chiarezza".
"Non possiamo permetterci una guerra anche perché il nostro territorio ha bisogno dell’opposto: ha bisogno di investimenti, di infrastrutture, di connessioni - ha concluso - non possiamo vivere di solo turismo e, allo stesso tempo, vedere il turismo messo a rischio dall’instabilità globale. Dobbiamo rafforzare il nostro sistema logistico e produttivo: ferrovia, aeroporto, porto e interporto; dobbiamo rendere questa area più attrattiva e più forte".
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