Politica Venerdì 15 Maggio 2026 ore 09:00
Case popolari, "Ingannati gli elettori"

Diritti in Comune attacca il sindaco Conti e incalza: "In che tempi arriveremo in fondo alla graduatoria per le assegnazioni del 2023?"
PISA — "Il sindaco racconta numeri che nascondono ben altro da quello che vuole farci credere". Va alla carica Diritti in Comune, la lista a sostegno della consigliera comunale di opposizione Giulia Contini, che imputa al primo cittadino Michele Conti di ricorrere agli slogan quando si tratta delle politiche abitative.
E, in particolare, sulle assegnazioni delle case popolari derivanti dalla graduatoria ormai in vigore dal 2023. "Quante persone stanno aspettando la casa popolare perché ne hanno diritto e sono in attesa? - hanno domandato da Diritti in Comune - stiamo parlando infatti delle nuove assegnazioni e non delle mobilità. A inizio 2023 quando la graduatoria è stata pubblicata le persone aventi diritto erano circa 850. Il dato certo che abbiamo è che a febbraio 2026 dal 2023, in tutto, le nuove assegnazioni sono state solo 104. Allora, la vera domanda è: in che tempi arriveremo in fondo a quella graduatoria?".
Per l'opposizione di Rifondazione Comunista e Una Città in Comune sorge così il parallelismo con quanto avviene a livello nazionale. "Il ministro Matteo Salvini racconta un piano casa che con la povertà abitativa non si incontra assolutamente - hanno spiegato - nei finanziamenti promessi, spalmati in 10 anni, non si fa alcuna distinzione proporzionale tra ciò che sarà destinato ad housing sociale e ciò che sarà impiegato davvero per l'edilizia residenziale pubblica. Non è una differenza di poco conto visto che chi ha accesso alla prima deve avere redditi non inferiori a 25-30mila euro annui. Insomma, non stiamo parlando certo delle persone che aspettano la casa popolare e neppure di quel milione di persone in povertà assoluta che oggi vive in affitto".
"Quello che il sindaco invece fa ma non racconta è che nel piano delle alienazioni ha inserito oltre 400 case popolari, la strada grande maggioranza delle quali abitate da inquilini - hanno proseguito - la stessa cosa fa Salvini che, nel piano casa, prevede una disciplina rapidissima per l'approvazione di un decreto che consentirà la vendita delle case popolari. La morosità incolpevole, poi, diventa quella solo di chi vive già nelle case popolari e nessuna tutela si prevede per chi oggi senza colpa non riesce a pagare più l'affitto nel mercato privato".
"Insomma, ancora una volta, si ingannano gli elettori a Roma come a Pisa - hanno concluso -mentre il Governo racconta un piano casa che non c'è, nel frattempo, anche da noi si trasforma la citta in un grande hotel per turisti, si mettono in vendita le case popolari, si lasciano 536 famiglie nelle graduatorie per l'emergenza abitativa e si tengono 88 bambini e bambine in albergazione d'emergenza".
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