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Pisa Sporting Club Mercoledì 20 Maggio 2026 ore 07:25

Come nel 1984 l'ultima giornata contro la Lazio

Con Romeo Anconetani la polemica per aver venduto mezzo stadio ai tifosi laziali all'ultima giornata. Nel '90 l'infortunio di Piovanelli.



PISA — Ci siamo, il calendario ci mette davanti all'ultimo atto del campionato e il Pisa giocherà all'Olimpico contro la Lazio. Una sfida che profuma di storia, di anni pionieristici e di battaglie calcistiche d'altri tempi. Andiamo a vedere cosa ci dice la cabala di questo match attraverso i precedenti in terra laziale. I cenni storici ci riportano incredibilmente indietro nel tempo, dagli albori del football, per poi passare dalle sfide promozione degli anni '60 e '80, fino alla Serie A della presidenza di Romeo Anconetani.

1914-15: ANNI DEL PIONIERISMO LAZIO-PISA 4-2 Partiamo da vicinissimo, oltre un secolo fa. Dal "Ponte di Pisa" del 9 maggio 1915, citiamo integralmente la rabbia dell'epoca per un titolo (quello del centro-sud) sfumato tra le polemiche:

"Questa settimana dobbiamo a malincuore registrare un'altra sconfitta dello "Sporting Club" che è stato battuto a Roma dalla squadra del "Lazio" per 4 goals a 2. E diciamo a malincuore, poiché la sconfitta di Domenica non devesi ricercare nella incompletezza e tanto meno nella inferiorità della nostra squadra, ma bensì nel giuoco violentissimo e sopraffattore (come afferma anche in un telegramma l'avv. Picchiotti che era presente la match) svolto dagli avversari. I pisano ebbero una netta prevalenza di attacco sul campo del Lazio, e questa venne anche confermata dal corrispondente dello "sport" da Roma; ma i laziali volevano a qualunque costo e con qualunque mezzo cancellare l'onta della sconfitta subita a Pisa, e ci riuscirono malgrado le fiere proteste faiti dai nostri giuocatori all'arbitro sig. Bellucci che si dimostrò apertamente partigiano. Lo Sporting Club di Pisa, per le virtù dei suoi giovani, avrebbe dovuto ottenere in un solo anno quello che fino ad oggi non avevano saputo ottenere i suoi predecessori: cioè il titolo di campione dell'Italia Centrale e Meridionale. Ma se la sconfitta di Domenica scorsa dovrà essere fatale per i pisani, rimarrà almeno per essi il merito di essere sempre stati - di fronte a tutti i loro competitori - i più nobili e leali avversari."

1967-68 (SERIE B): LAZIO-PISA 0-0 Un pareggio d'oro nella corsa verso la storica prima promozione in Serie A. Davanti a una chiassosa rappresentanza di tifosi pisani saliti a Roma per la vigilia di Natale, il Pisa di Lucchi soffre nel primo tempo ma nella ripresa esce alla distanza con i guizzi di Joan. Nel finale, una parata strepitosa del nostro portierone Annibale su Cucchi blinda lo 0-0.

1980-81 (SERIE B): LAZIO-PISA 2-1 Il Pisa di Toneatto gioca a viso aperto e mette alle corde la capolista all'Olimpico, uscendo tra gli applausi. Sotto di due reti (Garlaschelli e Viola), i nerazzurri reagiscono con spavalderia: Bartolini si vede salvare un gol sulla linea, poi il grande ex Cantarutti accorcia di testa su cross di Gozzoli. Assalto finale generoso, ma il pareggio che sarebbe stato più che giusto non arriva.

1981-82 (SERIE B): LAZIO-PISA 2-2 Sotto un vento micidiale che condiziona la gara, il Pisa di Agroppi si conferma "squadra spettacolo". Sotto 2-0 alla fine del primo tempo (capolavoro in rovesciata di Speggiorin e siluro di Mastropasqua), nella ripresa i nerazzurri sfruttano il vento a favore: prima un tiro-cross di Sorbi colpisce il palo ed entra, poi Casale firma il 2-2 su rigore con una freddezza glaciale. Purtroppo, la giornata viene funestata dalla tragica morte per infarto del tifoso pisano Rolando Balestri, colto da malore sugli spalti della Curva Sud.

1983-84 (SERIE A): LAZIO-PISA 0-1 Il punto più alto ma anche il più controverso della storia di questa sfida. Sul piano sportivo è un trionfo: il Pisa di Vinicio sbanca l'Olimpico grazie a un'incornata imperiosa di Vianello su corner di Sorbi al 40'. Nel finale i nerazzurri controllano agevolmente e sfiorano il raddoppio, mandando la Lazio di Chinaglia e l'Olimpico nel caos più totale. La nota storica e l'aneddoto dominante di questa stagione, però, si scrisse a parti invertite nel match di ritorno all'Arena Garibaldi. Per capire cosa è successo ecco un brano tratto dal volume "RANGERS: Siamo pisani, batteteci le mani" che narra di questa situazione: "L'ultima domenica vedeva a Pisa la Lazio di Chinaglia in una partita salvezza; Romeo in questa occasione fece una cosa che lascerà poi il segno per sempre tra la società e la curva, anche se col tempo si sarebbe stemperata; vista la matematica retrocessione dei Pisa inviò a Roma i biglietti per 3/4 dello stadio ed anche una parte della Nord, permettendo così ai laziali di entrare nella nostra curva. Nonostante la conseguente invasione biancoazzurra nuclei di Ultras nostani pattugliarono la città cercando di mettere in riga i laziali che avevano atteggiamenti eccessivi; mentre la curva fu presidiata da un manipolo di gente non altissimo come numero, ma di grande determinazione unica, fronteggiando anche fisicamente la stragrande maggioranza degli avversari; il massimo della tensione si ebbe quando una bandiera nerazzurra fu rimossa da uno dei pennoni e sostituita con una biancoazzurra. A tale affronto la tensione fu immediata, mentre uno di noi arrampicandosi sul pennone strappava la bandiera laziale che aveva usurpato il posto di quella pisana, gli altri coprivano le spalle dalla reazione dei romani arrivando a fare il vuoto sulle gradinate quando non fu possibile fare altro. La partita che finì con la salvezza della Lazio vide un epilogo rissoso dietro la nord dove uscendo, i pisani si trovarono di fronte alcuni colleghi biancazzurri; con questa partita si chiude il campionato del Pisa, mentre Romeo alla televisione e ai giornali promette un pronto riscatto (e così sarà)."

1986-87 (SERIE B): LAZIO-PISA 1-0 Una sconfitta che grida ancora vendetta. Il Pisa di Simoni meriterebbe ampiamente il pari, ma viene punito al 12' da Mandelli. Poco dopo, un colpo di testa di Ipsaro viene respinto da Caso oltre la linea bianca, ma l'arbitro Lamorgese non concede il gol fantasma tra le proteste. Nella ripresa la sfortuna è totale: una clamorosa doppia traversa consecutiva colpita prima da Faccenda e poi da Pellegrini strozza in gola l'urlo del pareggio.

1988-89 (SERIE A): LAZIO-PISA 1-0 Scontro salvezza durissimo in cui succede di tutto, compreso l'arbitro Pezzella preso involontariamente a calci in un contrasto da Been. Il Pisa tiene bene il campo nel primo tempo e reclama un rigore solare per un fallo su Severeyns (con Romeo Anconetani che a fine gara ironizzerà pesantemente sulla direzione arbitrale). A 18 minuti dalla fine, però, una magia del giovane Di Canio manda in gol Gregucci per l'1-0 finale che condanna i nerazzurri.

1990-91 (SERIE A): LAZIO-PISA 0-0 Il Pisa del compianto Mircea Lucescu sfiora il colpaccio all'Olimpico con una ragnatela tattica perfetta basata su difesa di ferro (grandi Simoni e Fiorentini) e ripartenze veloci affidate a Dolcetti e Simeone (poi espulso). La sfortuna ci toglie subito Piovanelli per un grave infortunio dopo 8 minuti. Un infortunio che ne compromise di fatto la carriera. La Lazio di Zoff trema, colpisce tre traverse, ma nel finale Gregucci deve placcare Neri lanciato a rete prendendosi il rosso per evitare il colpaccio nerazzurro. E' l'ultima volta in Serie A. 

Michele Bufalino
© Riproduzione riservata


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